Arriva un prelievo una tantum su dirigenti pubblici e pensioni d´oro

20/05/2010


ROMA – Il decretone da 25-27 miliardi sarà con tutta probabilità varato dalla riunione dell´esecutivo della prossima settimana. Il ministro dell´Economia Tremonti è intenzionato ad accelerare i tempi, anche per ottenere la conversione del decreto prima della pausa estiva. Sull´ultimo chilometro della manovra cala tuttavia il gelo tra governo e Cgil: il sindacato di Epifani non è stato invitato al vertice convocato ieri dal titolare dell´Economia cui hanno preso parte Confindustria, Cisl e Uil. Resta aperta la possibilità che il decreto venga spezzato in due tranche, con due provvedimenti varati in rapida successione.
Dalle ultime indiscrezioni intorno al menù emerge un rafforzamento del taglio delle indennità per ministri e sottosegretari: dal 5 per cento proposto da Calderoli al 10 per cento che dovrebbe entrare nel decreto.
Inoltre, i redditi più elevati di statali e pensionati saranno chiamati a contribuire con un prelievo una tantum (si discute se per un anno o due). E´ infatti questa la forma che assumerà il prelievo del 10 per cento su quanto eccede gli 80 mila euro lordi di stipendio di dirigenti pubblici, magistrati e professori universitari. Sulla stessa lunghezza d´onda il prelievo, anche questo una tantum, previsto sulle cosiddette pensioni d´oro, quelle che superano otto volte il minimo raggiungendo i 3.500 euro mensili.
Confermato il dimezzamento delle finestre per anzianità e vecchiaia per 2011, il blocco di contratti e automatismi per il pubblico impiego e la revisione delle norme sulle indennità di accompagnamento per gli invalidi. Si concretizza anche il piano di tagli alla spesa pubblica improduttiva: nel menù figurano un programma di riduzione del 10-15 per cento ai consumi intermedi, riduzioni di consulenze, missioni, organi collegiali e gettoni di presenza. Nel mirino anche gli enti: si parla di accorpamenti (per quelli di ricerca e dell´Isae) e di cancellazione per la lunga lista degli «inutili». Contrasto all´evasione ed elusione fiscale completeranno l´intervento, ma sul tavolo c´è anche la riapertura del concordato preventivo e il condono per gli immobili fantasma.
La stretta riguarderà anche le società controllate dal Tesoro: a queste aziende saranno assegnati inediti obiettivi di risparmio che, una volta raggiunti, dovranno essere trasferiti all´azionista-Stato sotto forma di dividendi.
Mentre si lavora ai dettagli della manovra un monito al governo arriva dalla Corte dei Conti che ieri ha presentato il «Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica» del 2009. «Ci sono margini strettissimi, perché è già stato raschiato il fondo del barile», avverte la magistratura contabile. La Corte è scettica anche sui prospettati interventi sugli stipendi di magistrati e dipendenti pubblici: «Non porterebbero una gran cifra e sarebbe più un segnale che un intervento per fare cassa». Infine la Corte ha invitato il governo a non sottovalutare «i rischi latenti e i perduranti problemi di credibilità della lotta all´evasione». Infine ieri la Camera ha approvato il progetto di legge di iniziativa parlamentare e bipartisan per concedere la pensione anticipata ai genitori di figli disabili al 100 per cento. Potranno accedere al prepensionamento nel settore privato gli uomini a 60 anni e le donne a 55, che abbiano maturato almeno venti anni di contributi. Il provvedimento passa ora al Senato dove dovrà essere trovata una soluzione alla contestata esclusione dai benefici del personale della scuola e degli enti locali.