Arriva la dentiera di Stato da mille euro

10/10/2002


          10 ottobre 2002



          ITALIA-POLITICA
          Arriva la dentiera di Stato da mille euro


          ROMA – Le aveva promesse Silvio Berlusconi in prima persona. E il suo ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha mantenuto l’impegno. L’operazione "dentiere di Stato" potrebbe presto decollare. Se ci saranno i denari. Saranno «dentiere mobili in resina» dal costo (politico) medio di mille euro cadauna. Che in prospettiva – se ci saranno i finanziamenti, appunto – potrebbero interessare 200mila anziani con problemi di masticazione acclarata e con un reddito pari alla pensione minima: 6.198 euro l’anno, 12 milioni delle vecchie lire insomma. Dopo mesi di lavoro e di confronti serrati con le categorie più sensibili alla questione – dentisti e odontotecnici, soprattutto – la commissione ad hoc insediata da Sirchia ha messo a punto la sua proposta per garantire, almeno ai più bisognosi, ciò che il Ssn non riesce a dare. Una proposta che è ora sul tavolo del ministro. Al quale spettano naturalmente le prossime decisioni. A cominciare dalla scelta delle Regioni e, soprattutto, del numero di anziani destinatari delle dentiere gratuite. La Commissione, per la verità, qualche idea l’ha gettata sul tappeto: una sperimentazione in tre Regioni (democraticamente,del Nord,del Centro e del Sud, sarebbe l’idea), ovvero nel solo Lazio. Regione che parrebbe gettonatissima, sempreché il governatore Francesco Storace (An) e il suo assessore Vincenzo Saraceni diano il placet. I calcoli per il Lazio, del resto, sono già fatti: se la platea sarà di 5mila anziani (anziché i 17mila potenziali, ma i costi sono costi), serviranno 5 mln €. Poi si vedrà. Certo è che il costo minimo della "dentiera pubblica" tradizionale in resina – l’assistenza protesica, si badi bene, è un lusso che il Ssn non garantisce assolutamente – è valutato dalla Commissione a prezzi modici. Il tutto grazie a un vero e proprio sconto sociale chiesto a tutte le categorie, se mai ci staranno. Del resto dentisti e odontotecnici, a Tremonti piacendo, qualche bonus contano di guadagnarselo. Le ipotesi in campo prevedono sia una «tariffazione calmierata» della prestazione professionale, sia l’attribuzione di un credito d’imposta. Un credito valido sia per il professionista che per i laboratori odontotecnici, con un preciso tetto rispetto al fatturato totale. Ma, fatti gli sconti, una cosa dovrà essere chiara: l’intervento dovrà «escludere totalmente la partecipazione alla spesa del soggetto che usufruisce del programma». Ma chi pagherà, allora? Intanto sperimentiamo, è la (giusta, peraltro) parola d’ordine. Ssn e fondi del ministero della Salute (pur tagliuzzati dalla Finanziaria) sono già allertati. Ma anche le Regioni sono considerate in prima linea. Se ce la faranno. Ma chi mai potrà negare le "dentiere regionali"? Roberto Turno Barbara Gobbi