Arriva il marketing multietnico

16/03/2001

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Arriva il marketing multietnico
Una catena di negozi con servizi di call center dedicati agli extracomunitari

«Dentisti, abbiamo bisogno di dentisti a costi contenuti. Eccolo un servizio per la nostra comunità». Con questa frase pronunciata pochi giorni fa da Jacqueline Garcia, peruviana, debutta ufficialmente in Italia il "marketing multietnico". Perché Jacqueline assieme a Kathrine De Catalina, filippina, al senegalese Serign Fall e ad Abdeslam Kabach (Marocco) fa parte dell’"ufficio etnico" di Telefonopiù, la catena di negozi multimediali in franchising (26 punti vendita in Italia che diventeranno 185 a fine anno) presentata ieri ufficialmente a Milano.
Il business di Telefonopiù, controllata dalla società Empire Business, fa perno in buona parte (50 per cento circa) proprio sugli extracomunitari (la quota restante è suddivisa fra un pubblico di studenti e di microimprenditori). Una clientela a cui sono offerte telefonate a prezzi bassi verso i negozi aperti dalla catena in Asia, Africa e Sudamerica. Ma anche videoconferenze a listini stracciati, rimesse di denaro all’estero nel giro di pochi minuti, le spedizioni e l’affitto di postazioni Internet Adsl utilizzando la rete dedicata del gruppo.
Ce n’è abbastanza, dunque, per mettere in piedi un "ufficio etnico" di marketing dedicato agli extracomunitari. Lo scopo: tenere i contatti con le diverse comunità nazionali e intercettarne i bisogni. Come la necessità della convenzione con un gruppo di dentisti manifestata dai peruviani e che sarà estesa a tutti i clienti della catena. Ecco perché l’ufficio etnico sarà presto rimpolpato con ghanesi, nigeriani, cittadini del Bangladesh e cinesi. Almeno per ora. Senza contare che circa il 20 per cento dei gestori dei negozi sarà straniero. A cominciare dall’egiziano Saied in via Varanini a Milano.
In effetti la sfida lanciata da Telefonopiù guidata dall’amministratore delegato Giuseppe Riformi e dal direttore generale Giuseppe Bombaci è ambiziosa. Il mercato potenziale della sola videoconferenza internazionale è stimato sui 500 miliardi di lire con tassi di crescita del 12 per cento annuo. Mentre per il 2003 dovrebbe essere pronta una rete composta da 500 negozi in Italia e 400 all’estero, Europa compresa.
(g.lon.)