Arriva il manuale per gestire i dipendenti extracomunitari

25/01/2002

    ALBERGATORI DI VENEZIA

    Arriva il manuale per gestire
    i dipendenti extracomunitari

    VENEZIA. Cross cultural management.
    Da oggi i direttori
    degli alberghi veneziani hanno
    una disciplina in più da approfondire
    per svolgere al meglio il
    loro lavoro. È la disciplina che
    consente loro di entrare in sintonia
    "culturale" con i dipendenti
    extracomunitari ma anche di gestirli
    in modo ottimale. «Qualche
    mese fa - spiega Claudio
    Scarpa, direttore dell’Associazione
    veneziana albergatori -
    abbiamo fatto un’indagine a
    campione ed abbiamo constatato
    che ormai oltre il 10% del
    personale è extracomunitario.
    Non solo: il 95% dei nostri associati
    pensa di rivolgersi all’immigrazione
    per le nuove assunzioni
    visto che, almeno per certe
    mansioni, c’è una pesante carenza
    di vocazioni in patria. Così
    abbiamo pensato che fosse
    giunto il momento anche per
    studiare un po’ più da vicino
    questi nuovi rapporti ed abbiamo
    preparato una guida al cross
    cultural management».
    In poco più di cento pagine,
    pubblicate in collaborazione
    con il Comune di Venezia, Giovanni
    Savini, un ricercatore
    dell’ateneo lagunare, ha cercato
    di coniugare informazioni
    fra l’antropologia culturale e la
    scienza manageriale. Si parte
    dalle metafore culturali che
    spaziano dalle Filippine al Senegal,
    poi si passa ad una analisi
    dei diversi concetti di lavoro,
    delle religioni, delle motivazioni
    che stanno alla base
    dell’immigrazione, per finire
    con le istruzioni più mirate sulla
    gestione di questo tipo di
    lavoratori e sulla combinazione
    fra necessità operative e fattori
    socio-culturali. «Riteniamo
    di essere fra i primi, se non
    i primissimi in Italia a varare
    un’operazione di questo tipo
    - spiega Scarpa - e siamo
    già stati contattati da altri colleghi,
    soprattutto quelli delle città
    d’arte che hanno le nostre
    stesse esigenze». «Nessuna pretesa
    - aggiunge Savini - di
    esaurire un discorso che avrà
    notevoli sviluppi in futuro. La
    nostra intenzione è piuttosto
    quella di fornire indicazioni e
    stimoli per una diversa visione
    della gestione aziendale, ed alberghiera
    in particolare, con rispetto
    reciproco in un contesto
    in costante evoluzione qual è
    quello delle risorse umane multietniche
    e multiculturali».
    Scarpa osserva inoltre che
    Venezia deve difendere una
    buona partenza: oltre il 72%
    degli albergatori giudica buono
    il rapporto con il personale
    extracomunitario, ma non nasconde
    la necessità di fidelizzare
    questi dipendenti mettendo
    nel conto il fatto che il 63% ha
    una laurea o un titolo di scuola
    media superiore.
    C.PAS.