Arriva febbraio, scatta la stangata sui bolli

31/01/2005

    domenica 30 gennaio 2005

    CONSUMATORI: GLI AGGRAVI GIÀ ANNUNCIATI COSTERANNO A OGNI FAMIGLIA 98 EURO MENSILI
    Arriva febbraio, scatta la stangata sui bolli
    Rincari anche del 30% per case e società

    Luigi Grassia

    Arriva la stangata della Finanziaria, anzi una serie di stangatine distribuite su varie voci in un attacco concentrico al tenore di vita. Nel mirino sarà, innanzitutto, la casa: dal primo febbraio scatteranno gli aumenti decisi in Finanziaria per le concessioni governative e le imposte fisse di registro, ipotecarie e catastali per le compravendite; ma nel calderone finiranno anche i brevetti e gli atti societari. Questi rincari sui bolli saranno nell’ordine del 30%. Considerando poi gli aggravi complessivi di bollette, prezzi e tariffe (si intende, quelli già annunciati) ogni famiglia nel 2005 arriverà a spendere 98 euro in più al mese: lo stima l’Intesa dei consumatori, sottolineando che quest’anno i servizi bancari si appesantiranno di 25 euro (+5%), la bolletta elettrica di 15 (+4,8%) e le bevande e i tabacchi di 76 euro, pur con un’inflazione ufficiale che senza alcun dubbio – più che una previsione è una certezza – resterà inchiodata al due virgola poco per cento.

    Per quanto riguarda i bolli, gli aumenti che entreranno in vigore martedì sommati a quelli che scatteranno il prossimo primo giugno porteranno nelle casse dell’Erario un totale di 1,12 miliardi di euro, che saliranno a 1,32 a partire dal 2007. La seconda tranche di rincari riguarderà i passaporti e diverse voci dell’imposta di bollo, fra i quali assegni e cambiali. Invece non aumenteranno il canone Rai e gli abbonamenti dei telefonini.


    Dalla mattina del primo febbraio partono gli aumenti per gli atti giudiziari pubblicati o emanati, per gli atti pubblici formati, per le donazioni stipulate e le scritture private autenticate. Quindi, chi acquisterà una casa il 31 non sconterà gli aumenti, ma dovrà fare attenzione perché entro quello stesso giorno dovrà espletare anche le formalità nei registri immobiliari, quali le trascrizioni, le iscrizioni e gli annotamenti. Chi, invece, effettuerà una compravendita da martedì dovrà fare i conti con i nuovi prezzi: per l’ acquisto di prima abitazione soggetta ad Iva si troverà a pagare imposte di registro, ipotecarie e catastali per 504 euro, contro i 387 circa di prima. Per i contratti di locazione, invece, l’imposta minima sarà di 67 euro, mentre chi chiederà la consultazione di mappe catastali cartacee sborserà dieci euro al giorno.

    Penalizzati dai rincari anche gli amanti delle barche, con l’imposta di registro per le compravendite che schizza a 142 euro per i natanti oltre i sei metri, fino raggiungere i 1011 euro per le imbarcazioni oltre i 18 metri. Non si salveranno dal caro-bolli neanche i brevetti industriali: la domanda costerà 54 euro, mentre per una domanda di licenza ne serviranno 539. Per mantenere in vita un anno il brevetto saranno necessari 17 euro, per dieci anni 236 euro e oltre i 14 anni 741 euro. Per gli atti societari l’imposta di registro salirà a 168 euro.
    E non sfuggiranno ai rincari nemmeno il porto d’armi, che passa da 87,80 a 113 euro, e il porto dei fucili da caccia, da 129,11 a 168 euro. La licenza professionale marittima per la pesca aumenta da 309,87 a 404 euro annui. Inoltre rincara da 129,11 a 168 euro annui l’obolo dovuto allo Stato per esercitare le attività di mediatore e di assicuratore e quello per le imprese di spedizione e le attività industriali e di commercio. Infine passano dal costo zero a 24 euro i ricorsi alle commissioni tributarie.


    Sul rincari complessivo di 98 euro mensili calcolando l’insieme di prezzi e tariffe, l’Intesa denuncia che «le famiglie sono stremate, con i salari che negli ultimi tre anni hanno perso il 24% del loro potere d’acquisto, in seguito a un meccanismo perverso per cui sono rincarati i beni di consumo giornaliero e sono diminuiti quelli di lusso». Le organizzazioni valutano che gli aumenti hanno già determinato «un trasferimento forzoso di 52 miliardi di euro dalle tasche dei consumatori a quelle di coloro che determinano prezzi e tariffe». Nel 2005, sempre secondo l’Intesa, ci saranno rincari ulteriori pari a 1176 euro a famiglia e la Finanziaria comporterà aumenti (bolli, concessioni, Ici, Tarsu, Irpef e Irap regionali) per 10,2 miliardi.