Arpe ascoltato su Parmatour

09/03/2005
    mercoledì 9 marzo 2005

    sezione: FINANZA E MERCATI – pagina 36

    Il crack di Collecchio / Indagini su Banca di Roma
    Arpe ascoltato su Parmatour
    L’a. d. di Capitalia ieri alla Procura di Parma come testimone

      MILANO • Di banchieri alla Procura di Parma non se ne vedevano più da svariati mesi. Per questo ha destato scalpore ieri pomeriggio il passaggio da via Melloni dell’amministratore delegato di Capitalia, Matteo Arpe, ascoltato dal sostituto procuratore Vincenzo Picciotti non in veste di indagato, ma come persona informata dei fatti.

      L’interrogatorio, organizzato in gran segreto, dovrebbe essere ruotato intorno alle vicende del settore turistico della famiglia Tanzi, meglio noto come Parmatour. Questo filone d’indagine, del quale Picciotti si occupa fin dall’inizio dell’inchiesta sulla Parmalat, sta mostrando da un paio di mesi, in concomitanza con gli ultimi interrogatori di Calisto Tanzi, segni di grande vivacità. Nelle scorse settimane Tanzi aveva chiamato in causa la Banca di Roma ( gruppo Capitalia) su diverse questioni direttamente e indirettamente connesse al turismo: la società mista tra la Itc& p e le Ferrovie dello Stato, costituita nel ‘ 96 e cessata l’anno successivo, con l’istituto romano a fare da ago della bilancia tra i due soci; la vendita a Parmalat nel 2002 della Ciappazzi, la società siciliana dell’ex re delle acque minerali Giuseppe Ciarrapico, che sarebbe stata caldeggiata dal presidente di Capitalia, Cesare Geronzi; e infine alcune strane storie di cliniche romane dello stesso Ciarrapico, di cui si sa ancora poco, nelle quali avrebbe avuto una qualche parte Calisto Tanzi.

      Molte di queste vicende risalgono a un periodo in cui Arpe non era neanche in Capitalia. Potrebbero esservi, però, episodi o particolari per i quali la testimonianza dell’amministratore delegato della banca potrebbe rivelarsi preziosa. L’uomo chiave di tutte queste storie è Nicola Catelli, l’ex manager della Itc& p, considerato uomo di collegamento con la Banca di Roma, che nel 1996 97 guidò da amministratore delegato la joint venture con le Fs. Sono stati i suoi due recenti interrogatori da indagato a rimettere in moto l’inchiesta di Picciotti. Sulla società mista con le Ferrovie era stato anche ascoltato nelle scorse settimane, però come testimone, l’ex amministratore delegato delle Fs, Giancarlo Cimoli.

      Ieri sera è inoltre filtrata l’indiscrezione che l’inchiesta principale della Parmalat, seguita dalle sostitute Antonella Ioffredi e Silvia Cavallari e dal procuratore applicato, Vito Zincani, è entrata in dirittura d’arrivo. Le due pm sono già a buon punto nella scrittura dei capi d’imputazione e l’avviso di conclusione delle indagini potrebbe essere depositato a fine aprile.

        La Procura pare invece sempre più determinata a stralciare dal filone principale dell’inchiesta sulla Parmalat il capitolo riguardante il ruolo delle banche.