“Armonizzazione 3″ Monetizzabili le ferie «extra»

03/03/2005

    giovedì 3 marzo 2005

    sezione: NORME E TRIBUTI – pagina 21

    I periodi eccedenti le quattro settimane potranno essere contrattati
    Monetizzabili le ferie « extra »

    L.CAI.

      Il lavoratore ha diritto a un periodo di riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive, ogni sette giorni, di regola coincidente con la domenica. Questo riposo va cumulato con quello giornaliero, per un totale, quindi, di 35 ore consecutive. Il riposo settimanale di domenica può, tuttavia, essere derogato nelle ipotesi già previste dall’articolo 5 della legge 370/ 1934. Secondo la circolare diffusa ieri dal ministero del Lavoro, ancora in attesa di numerazione definitiva, la disposizione che prevede la cadenza del riposo ogni sette giorni può essere derogata se:

      • esistono interessi apprezzabili;
      • si rispetta, nel complesso, la cadenza di un giorno di riposo ogni sei di lavoro;
      • non si superano i limiti di ragionevolezza, con particolare riguardo alla tutela di salute e sicurezza dei lavoratori.

      Lascia qualche perplessità l’interpretazione fatta dalla circolare per le violazioni in materia di riposi giornalieri e settimanali, allorché viene stabilito che vadano applicate tante sanzioni quanti sono i lavoratori interessati e i riposi giornalieri o settimanali non fruiti.

      Riposo giornaliero. In luogo della limitazione della giornata lavorativa, che potrà comunque essere adottata a livello contrattuale, è previsto il riposo minimo di 11 ore consecutive ogni 24 ore, calcolate dall’inizio della prestazione lavorativa. Il lavoratore ha diritto a questo riposo anche se è titolare di più rapporti di lavoro. La circolare prevede l’onere di comunicazione del lavoratore ai vari datori di lavoro, ma questa previsione, per come viene posta, potrebbe trovare scarsa applicazione.

        Pause. Se la prestazione lavorativa eccede le sei ore, il lavoratore ha diritto a una pausa secondo durata e modalità stabilite dalla contrattazione collettiva. In mancanza, la pausa non potrà essere inferiore a 10 minuti.

          La circolare prevede che la pausa possa essere concentrata all’inizio o alla fine della giornata lavorativa. Qualche dubbio suscita la parte della circolare in cui non si prevede che i 10 minuti di pausa vadano computati come lavoro a tutti gli effetti.

          Ferie annuali. Come richiamato dalla circolare, il decreto legislativo 213/ 2004 in materia di ferie introduce questi precetti:

            • obbligo di concedere un periodo di ferie di due settimane nel corso dell’anno di maturazione;
            • obbligo di concedere due settimane consecutive di ferie, se richiesto dal lavoratore, nel corso dell’anno di maturazione;
            • la richiesta del lavoratore dovrà essere formulata tempestivamente, in modo che l’imprenditore possa contemperare le esigenze dell’impresa e gli interessi del prestatore di lavoro;
            • fruizione del restante periodo minimo di due settimane nei 18 mesi successivi all’anno di maturazione.

              Gli ulteriori giorni di ferie spettanti, eccedenti le quattro settimane, eventualmente previsti dalla contrattazione collettiva o individuale, possono essere fruiti anche successivamente ai 18 mesi dalla loro maturazione o monetizzati. Sono fatte salve le eventuali diverse previsioni per il pubblico impiego.