Arezzo, nell’area Lebole hotel e centro congressi

05/02/2002





I nuovi proprietari investiranno 25 milioni €
Arezzo, nell’area Lebole hotel e centro congressi
Silvia Pieraccini
(NOSTRO SERVIZIO)

FIRENZE – L’area industriale Lebole di Arezzo, che sta per "perdere" 247 lavoratori messi in mobilit� dalla Marzotto (titolare dello storico marchio di abbigliamento maschile da tempo prodotto in Est Europa), potrebbe tornare presto a creare occupazione. I nuovi posti di lavoro sono legati al progetto di recupero presentato al Comune dalla Aerre spa, la societ� immobiliare costituita da imprenditori pistoiesi (socio di riferimento � l’industriale cartario Mario Carrara), che dieci mesi fa ha acquisito l’area (120mila metri quadrati, di cui 68mila coperti) dalla Marzotto per 13,9 milioni di euro. Il progetto prevede la ristrutturazione degli stabilimenti produttivi e la realizzazione di un albergo da 100 camere, un centro per il tempo libero, uffici e sala congressi, per un investimento vicino a 25 milioni di euro. �L’intervento – spiega Roberto Becciani, amministratore delegato di Aerre – rispetta le prescrizioni del piano regolatore, e dunque non prevede cambi di destinazione d’uso. Siamo fin d’ora disponibili a incontrare imprenditori interessati a insediarsi nell’area, perch� l’arrivo di nuove aziende potrebbe spingere l’occupazione�. Il piano della Aerre � ora all’esame degli uffici comunali e nelle prossime settimane approder� in Consiglio comunale. Il rischio, dopo la bocciatura da parte delle forze politiche e economiche cittadine di due progetti di riconversione (uno per la nascita di un factory outlet, l’altro per l’avvio di attivit� produttive, commerciali e servizi) presentati da Marzotto prima di decidersi a vendere l’area, � alto. �Se il Consiglio comunale boccer� anche questo progetto – dice il sindaco di Arezzo, Luigi Lucherini – dovr� assumersi la responsabilit� della decisione. L’intervento offre una possibilit� di reimpiego per una parte dei lavoratori della Lebole e assicura all’amministrazione comunale oneri di urbanizzazione per quasi sette miliardi di lire�. Le altre strade ipotizzate per riassorbire i lavoratori, del resto, appaiono ormai vicoli ciechi. Imprenditori aretini del settore moda disposti a rilevare il marchio Lebole (33 milioni di euro di fatturato con risultati positivi grazie alla delocalizzazione produttiva) non sembrano essercene. Prada e Cantarelli hanno declinato l’invito. Inghirami, da pi� parti indicato come interessato, si chiama fuori: �Il marchio Lebole non rientra nelle nostre strategie di gruppo�, afferma secca Laura Inghirami. D’altra parte, Marzotto non ha mai mostrato fretta di vendere un brand che, dopo le forti perdite del passato, ora � in fase di rilancio. �Non siamo interessati a cedere Lebole – spiega Michele Norsa, direttore generale della divisione abbigliamento di Marzotto – anche se restiamo disponibili a esaminare eventuali proposte. Finora, comunque, nessuno si � fatto avanti. In ogni caso, chi compra deve essere disposto a farsi carico della forza lavoro�. In questo quadro, sembra avere poche speranze di riuscita l’incontro, organizzato dalle istituzioni locali per mercoled�, tra Marzotto e un possibile misterioso acquirente.

Marted� 05 Febbraio 2002