Apre Fnac a Milano, Ppr «conquista» il mercato italiano

27/10/2000

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Giovedì 26 Ottobre 2000
italia – economia
Il colosso della distribuzione apre Fnac a Milano Ppr «conquista» il mercato italiano

MILANO «L’Italia è un paese strategico, presto sarà secondo dopo la Francia per giro d’affari; prevediamo investimenti nell’ordine di almeno cento miliardi di lire l’anno entro il 2003». E ancora. «Su Gucci nessuna marcia indietro, è il cardine di un polo del lusso di dimensioni mondiali che sta crescendo e accelererà ulteriormente anche con il controllo di nuovi marchi». Insomma shopping e investimenti a tutto campo in Italia. Compassato, elegante ma in modo sobrio, Serge Weinberg, presidente del gruppo distributivo Pinault-Printemps-Redoute (Ppr), rivela con metodica precisione gli obiettivi strategici di quello che è ormai un colosso globale della distribuzione, con un giro d’affari di oltre 40mila miliardi di lire. Nei primi 9 mesi 2000 il fatturato è salito del 24,1 per cento. Eccezionali le performance sul fronte Internet.

Al gruppo Ppr fanno capo quattro grandi "poli" commerciali. Il primo viene definito "grande pubblico" e comprende le attività dei grandi magazzini Printemps e delle superfici specializzate come Fnac (libri, hi-fi e telefonia), Redcats (vendite per corrispondenza) e Conforama (mobili). Il secondo è quello "professionale" con catene del calibro di Rexel (elettricità) e di Guilbert (forniture per uffici). Il terzo polo è quello dei servizi finanziari, con capofila Finaref. Il polo del lusso poggia su marchi come Gucci, Yves Saint Laurent, Sergio Rossi, cui si è aggiunta di recente la francese Boucheron. La forte vocazione globale di tutto il gruppo Ppr è testimoniata dal fatto che il fatturato viene oggi realizzato solo per il 52% in Francia.

In Italia l’ultima iniziativa riguarda l’inaugurazione del primo megastore Fnac a Milano. Il primo di un pacchetto di sei grandi punti vendita da sviluppare insieme con Coin (non sono però previsti — come ha sottolineato il presidente Vittorio Coin — incroci azionari al vertice tra i due gruppi). L’obiettivo a medio termine — sottolinea Weinberg — è di realizzare una rete di una trentina di grandi negozi nelle principali città italiane. Entro il 2003 i megastore saranno nove, sei le aperture già definite (due a Milano, più Genova, Verona, Padova e Napoli). Con Fnac debutta in Italia una formula che sta avendo molto successo in diversi Paesi. Il fatturato globale stimato per quest’anno è di 6mila miliardi di lire.

«Di grande rilievo è poi l’operazione Emmezeta — sottolinea Weinberg — che ha permesso a Conforama di consolidare la leadership europea nel suo settore e la seconda posizione a livello mondiale». I mercatoni Emmezeta (fondati dalla famiglia Zamparini, che ha mantenuto la gestione) hanno un fatturato di circa mille miliardi. Entro il 2003 sono previsti almeno altri 9 grandi strutture di vendita e un fatturato vicino ai 2mila miliardi.

«Ma Ppr in Italia vuol dire anche Rexel e Guilbert — ricorda Weinberg — due realtà in forte crescita». Nel ’99 tutte le attività Rexel, una catena di distribuzione di materiali elettrici per l’utenza professionale, sono state concentrate in un’unica società. Entro fine anno saranno aperte 5 nuove filiali (altre tre sono in previsione nel 2001) che si aggiungono alle 27 in attività nel ’99. Il giro d’affari è di poco superiore ai 200 miliardi. Rexel è una catena a dimensione globale, presente dal Cile alla Cina, dagli Usa all’Europa.

Lo shopping è stata la strategia di crescita della Guilbert nel nostro Paese. «Negli ultimi tre anni sono state perfezionate le acquisizioni Mondoffice e Archingeo — spiega Weinberg — che hanno portato Guilbert in una posizione di leadership nelle forniture per ufficio». Il fatturato sia aggira sui 150 miliardi di lire; oltre 500mila i clienti. Sia per Guilbert che per Rexel attualmente è in corso il consolidamento della rete logistica. «Un fattore chiave — dice Weinberg — per il miglioramento del rapporto con i clienti in questi business».

Di particolare rilievo poi il fatto che Ppr punterà molto sull’e-commerce. Nel terzo trimestre 2000 il sito Internet di Mondoffice ha sviluppato un volume di vendite pari al 2,3% del fatturato. «Anche Fnac come già avviene in Francia — aggiunge Weinberg — svilupperà vendite vie Internet con portali specializzati».

Infine Gucci. «I risultati sono straordinari — conclude Weinberg — e siamo intenzionati ad accelerare. Puntiamo a realizzare nuove acquisizioni di marchi nel business del lusso, puntando su realtà con notevoli potenzialità di crescita, le griffe mature non ci interessano. Weinberg è fermo con Lvmh, visto il contenzioso ancora aperto: «Hanno realizzato grandi plusvalenze grazie alla ottima gestione di Domenico De Sole, dovrebbero essere contenti; abbiamo anche cercato di siglare accordi per chiudere il contenzioso ma senza successo, andremo avanti così, la nostra presenza in Gucci è solida, quella di Lvmh è una tattica perdente».

Vincenzo Chierchia