Apprendisti, dal 23.10.1999 età minima a 15 anni (da IlSole24ORE)

Martedì 19 Ottobre 1999 Norme e tributi
Dal 23 ottobre la soglia si adegua all’innalzamento dell’istruzione obbligatoria Cresce a 15 anni l’età minima per il debutto sul posto di lavoro
A decorrere da sabato 23 ottobre l’età minima per l’ammissione al lavoro è fissata al momento in cui si conclude il periodo di istruzione obbligatoria (a norma della legge 9/99) e comunque non può essere inferiore ai 15 anni. Lo ha stabilito il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 345 modificando le regole sulla tutela del lavoro minorile di cui alla legge 977/67 e adeguandole ai principi e alle prescrizioni dettati dalla direttiva dell’unione europea 94/33/Ce del 22 giugno 1994.

Soggetti tutelati. I soggetti tutelati, dopo le modifiche apportate alla legge 977/67, sono i minori di 18 anni, in particolare: i bambini (il termine sostituisce quello di fanciulli), vale a dire coloro che non hanno ancora compiuto i 15 anni o che non sono ancora soggetti all’obbligo scolastico; gli adolescenti, vale a dire coloro che hanno un’età compresa tra i 15 e i 18 anni e che non sono più soggetti all’obbligo scolastico.

Ammissione al lavoro. L’età minima per l’ammissione al lavoro è fissata, dalle nuove disposizioni, al momento in cui il minore ha concluso il periodo di istruzione obbligatoria e comunque non può essere inferiore a 15 anni. Il lavoro dei bambini è quindi, in via generale, vietato, salvo le deroghe previste dalla legge e autorizzate della Direzione provinciale del lavoro. L’impiego dei bambini risulta eccezionalmente possibile in attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo purché: ci sia l’assenso scritto dei titolari la potestà genitoriale; non pregiudichino la sicurezza, l’integrità psicofisica e lo sviluppo del minore, nonché l’istruzione o la formazione professionale; l’occupazione sia autorizzata dall’Ufficio ispezioni del lavoro della Direzione provinciale del lavoro. Per il procedimento autorizzativo si continua a fare riferimento al Dpr 365/94.

Lavori vietati. Gli adolescenti non possono essere adibiti alle lavorazioni, ai processi e ai lavori indicati nell’allegato "I" al decreto 345/99, salvo le deroghe per finalità formative previste dal medesimo decreto. I minori non possono essere altresì addetti al lavoro notturno (periodo di 12 ore consecutive comprendenti l’intervallo tra le ore 22 e le ore 6 o tra le ore 23 e le ore 7), salvo le seguenti deroghe: minori impiegati in attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo le cui prestazioni possono essere svolte (previa autorizzazione) fino alle ore 24; adolescenti che hanno compiuto 16 anni e solo al verificarsi di casi di forza maggiore (ai minori interessati devono essere concessi periodi equivalenti di riposo compensativo) con obbligo di informare immediatamente la Direzione provinciale del lavoro. Restano confermati i divieti previsti per il trasporto dei pesi e per l’occupazione in lavorazioni che adottano turni a scacchi.

Non è stata modificata, invece, la normativa sull’orario di lavoro e sul numero minimo di ferie da riconoscere ai minori.

Riposi. Le nuove disposizioni stabiliscono che al minore bisogna riconoscere un riposo settimanale minimo di 2 giorni, possibilmente consecutivi e comprendenti la domenica, ovvero pari a 36 ore consecutive nei casi di comprovate ragioni di ordine tecnico organizzativo. Nelle attività di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario o nel settore dello spettacolo, nonché, con esclusivo riferimento agli adolescenti, nei settori turistico, alberghiero e della ristorazione, il riposo può anche non comprendere la domenica.

L’apprendistato. A norma dell’articolo 16 della legge 196/97, l’età minima per essere assunti come apprendista è stata fissata: a 16 anni, in via generale; a 15 anni, nel settore artigiano.

A decorrere dal 1999 non è più applicabile la deroga, contenuta nell’articolo 6, comma 2, della legge 25/55 e mantenuta in vita provvisoriamente dall’articolo 16 della legge 196/97, che prevedeva la possibilità di occupare come apprendista anche un minore quattordicenne che avesse adempiuto all’obbligo scolastico, essendo intervenuta, con l’emanazione della legge 9/99, la modifica della durata di tale obbligo. All’apprendista si applicano i divieti e le limitazioni previsti dalla legge sulla tutela dei minori. Conseguentemente le nuove disposizioni introdotte dal Dlgs 345/99 sono automaticamente applicabili anche agli apprendisti, fatte salve quelle regolamentate ad hoc (vedi ad esempio il limite minimo di età e l’orario di lavoro settimanale). I diversi limiti di età per l’ammissione al lavoro determinano ad esempio, che nel settore dell’industria possono essere assunti minori quindicenni con un normale contratto di lavoro ma non con un contratto di apprendistato.

Gabriele Bonati