Nota esplicativa Accordo di riordino complessivo della disciplina dell’apprendistato

Il 24 marzo us è stato siglato unitariamente con Confcommercio l’accordo di riordino complessivo della disciplina dell’apprendistato nel settore terziario, distribuzione, servizi.

La trattativa per l’adeguamento al Dlgs 167/2011 in materia era stata avviata contestualmente alla sottoscrizione della disciplina transitoria. Disciplina che resterà in vigore fino al 25 aprile 2012 per poi essere appunto sostituita dall’accordo di riordino che trovate in allegato.

La nuova disciplina assorbe completamente quanto già previsto in materia di apprendistato nel CCNL di settore (non modificata nel CCNL separato TDS 2011) e l’intesa del 23/09/2009 in materia di formazione esclusivamente aziendale dell’apprendistato professionalizzante.

Gli elementi importanti dell’intesa sono sicuramente la conferma, con alcune positive novità, di quanto già previsto nei nostri settori, in particolare:

    -la percentuale di conferma, pari all’80%, degli apprendisti in servizio (art. 17).
      Nell’ambito della percentuale, è importante evidenziare che sono inclusi anche gli apprendisti assunti in somministrazione che svolgono l’intero periodo di apprendistato presso lo stesso datore di lavoro. Questo punto ha visto molte resistenze da parte di Confcommercio che voleva avvalersi della norma prevista dall’art 3 c.1 del Dlgs 167/2011, cioè di poter utilizzare apprendisti sia in maniera diretta sia in forma indiretta (somministrati) ma senza assumersi responsabilità rispetto alle sorti di questi stessi lavoratori. Si è arrivati alla formulazione del testo che riteniamo importante seppur non perfettamente rispondete alla nostra richiesta di tutele più ampie per i lavoratori somministrati.

    -la modalità di pagamento dei due livelli inferiori per la prima metà del periodo e un livello inferiore per la seconda metà del periodo di apprendistato (art 7).
    -Il riconoscimento, ai fini del completamento del periodo di apprendistato, dei precedenti rapporti svolti presso altri datori di lavoro (art 13).

      Questa norma, era stata abrogata dal D. Lgs 167/2011 ed è sta reintrodotta nel nostro testo.

L’accordo ha migliorato ed eliminato la gran parte delle richieste che Confcommercio aveva posto e che trovavano la nostra contrarietà. Schematicamente, tra le questioni più controverse, sono state eliminate:

    -la possibilità, nei contratti individuali, in caso di dimissioni prive di giustificazione, di chiedere all’apprendista un risarcimento nei confronti del datore di lavoro in misura pari al doppio del periodo di preavviso.
    -la maturazione dei permessi che doveva avvenire “in ogni caso trascorsi 48 mesi dall’instaurazione del rapporto di lavoro”.
      Tale elemento avrebbe rappresentato la conferma e l’accettazione di quanto disposto nel CCNL separato del 2011. L’art 6 dell’accordo lascia invece inalterata la dicitura già presente nel CCNL TDS 2008, dove la maturazione dei permessi è proporzionata al periodo di durata dell’apprendistato. Riteniamo questo un buon risultato ma è evidente che gli spazi di contraddizione per possibili contenziosi, sono assolutamente presenti.

    -la possibilità di indicare FOR.TE quale Fondo da cui far finanziare espressamente la formazione di tipo professionalizzante che è in capo alle imprese.
    -Ia possibilità, in caso di assenza ingiustificata dell’apprendista all’attività formativa, di applicare le previsioni contenute nel CCNL sulle norme disciplinari.
    -la possibilità di estendere l’apprendistato anche alle figure inquadrate al I livello del CCNL.
    -la possibilità da parte delle aziende di utilizzare un modulo unico di formazione trasversale pari a 40 ore da svolgersi nell’ultimo anno di apprendistato qualora le Regioni, a cui il D. Lgs 167/2011, art 4 c.3, demanda la competenza, non adempiano la costituzione di tale offerta formativa.

      Il principio da cui partiva Confcommercio trovava la nostra condivisione, cioè anche in caso di inadempienza delle Regioni è necessario comunque erogare agli apprendisti la formazione trasversale poiché questa costituisce una parte qualificante della formazione complessiva. La proposta così formulata era però inaccettabile perché, ancor prima di verificare l’eventuale inadempienza da parte delle Regioni, si dichiara che rispetto al tetto delle ore di formazione trasversale stabilito dal D.Lgs 167/2011 (… “non superiore a 120 ore nella durata del triennio…”) si può ridurre la formazione a sole 40 ore e la stessa può essere svolta tutta nell’ultimo anno di apprendistato.

Una delle parti più impegnative della trattativa ha riguardato l’interpello n. 40 del 26 ottobre 2011 che indica l’estensione del trattamento previsto per il settore artigiano, alle figure omologhe e assimilabili all’artigianato stesso. Questa condizione si traduce nella possibilità di estendere a 5 anni la durata dell’apprendistato.

Siamo arrivati a definire una serie di profili professionali, cui tale estensione è applicata, riuscendo prevalentemente a vincolarla ad alcuni criteri: la durata massima di 48 mesi e le figure professionali riconducibili al III e II livello, fatta eccezione per gli specialisti di macelleria, gastronomia, salumeria, pescheria, formaggi, pasticceria, anche con funzioni di vendita, inquadrati al IV livello, su cui la sintesi possibile è stata l’individuazione di una durata pari a 42 mesi (contro i 48 mesi chiesti da Confcommercio).

L’estensione della durata per gli specialisti di IV livello era uno dei punti più sostenuti dall’associazione datoriale anche davanti alla riduzione del numero complessivo delle figure professionali per le quali avevano richiesto una durata più lunga e alle limitazioni sopra evidenziate.

Oltre a quest’ultimo punto, tra gli elementi di criticità abbiamo: il periodo di prova che, di fatto, estende la durata rispetto al CCNL TDS 2008, il proporzionamento non sempre equilibrato delle ore di formazione professionalizzante e le durate per il V e VI livello che restano rispettivamente a 36 e 24 mesi.

L’accordo, nel suo complesso, si pone in maniera autonoma rispetto al contesto che vede nel settore terziario, distribuzione e servizi il CCNL separato e rispetta, in molti casi migliorandolo, il dettato del D. lgs 167/2011.

L’Accordo entrerà in vigore il 26 aprile pv e rappresenterà l’unica disciplina in materia di apprendistato. Pertanto, entro quella data, eventuali accordi territoriali e/o aziendali dovranno essere rivisti poiché le disposizioni in contrasto con l’accordo si considerano non più applicabili e automaticamente allineate ai contenuti della nuova disciplina. Qualora gli accordi di II livello contengano condizioni di miglior favore riteniamo che queste debbano essere salvaguardate.

Come potete vedere nel testo, nulla cambia rispetto al ruolo degli Enti Bilaterali Nazionale e territoriale in merito all’apprendistato. Nelle prossime settimane sarà ovviamente necessario verificare la declinazione della nuova disciplina in tale ambito (modifiche e integrazioni modulistiche relative ai pareri di conformità, etc). Ci aggiorneremo su questo aspetto al fine di dare indicazioni omogenee a tutti i territori.

p. la Segreteria Filcams Cgil Nazionale
M. Grazia Gabrielli