“Apprendistato” Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna

28/07/2005
      del Lunedì
    lunedì 25 luglio 2005

      IL TEMA DELLA SETTIMANA – pagina 23

        NORME E TRIBUTI
        professionisti & imprese

        scheda a cura di
        Daniele Torresani

        FRANCIA

          Dal 2004 una formula a tempo indeterminato

            Sono due i tipi di contratto di lavoro che in Francia possono essere ricondotti all’apprendistato.

            Il contrat d’apprentissage ha come obiettivo la formazione svolta nel quadro di un contratto di lavoro. È rivolto a giovani dai 16 ai 25 anni e consente di acquisire capacità pratiche in azienda e teoriche in appositi centri di formazione, presso i quali l’apprendista ottiene un diploma, avendo un obbligo di seguire corsi per almeno 400 ore all’anno. A seconda del tipo di attività e del diploma che si vuole ottenere, la durata del contratto varia da uno a tre anni. È obbligatoria la forma scritta secondo formulari predefiniti e al termine del periodo il contratto si conclude, oppure viene trasformato in contratto a tempo indeterminato.

              I vantaggi per l’imprenditore sono considerevoli poiché, oltre a versare uno stipendio che va dal 25% al 78% dello smic, una sorta di salario minimo stabilito a livello nazionale, gode di un esonero dal versamento dei contributi, di un credito d’imposta e di un’indennità per il sostegno delle attività di formazione.

              Il contrat de professionalisation è una nuova forma contrattuale introdotta alla fine del 2004 che associa insegnamenti generali, professionali e tecnologici all’acquisizione di un saper fare, per l’esercizio nell’impresa di una o più attività. Questo contratto è nato con lo scopo di rispondere alle difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro dei giovani usciti dal sistema scolastico senza una qualifica. Anch’esso è rivolto a giovani dai 16 ai 25 anni, ma la sua durata può anche essere a tempo indeterminato. Le attività di formazione sono svolte dall’impresa, se dispone di un apposito servizio interno, oppure da un organismo esterno. Anche in questo caso l’imprenditore può versare uno stipendio calcolato in percentuale sullo smic, mentre non ha vantaggi sui contributi previdenziali.

                SPAGNA

                Le ore di formazione riducono lo stipendio

                  In Spagna il contratto che corrisponde all’apprendistato si chiama contrato de formacìon. È destinato a giovani da 16 a 21 anni non ancora compiuti. Anche in questo caso lo scopo è far acquisire al lavoratore la formazione teorica e pratica necessaria per svolgere adeguatamente un’attività lavorativa che richieda un certo livello di preparazione stabilito dalle normative. La disciplina spagnola prevede tetti massimi inferiori rispetto a quella italiana per quanto riguarda il numero di apprendisti, che è stabilito in base agli occupati: ad esempio in un’azienda che ha da 41 a 50 dipendenti, non potranno essere assunti più di 5 apprendisti. La durata del contratto non può essere inferiore a sei mesi e superiore a due anni, salvo che il contratto collettivo non preveda durate differenti, in ogni caso inferiori a tre anni. Sono possibili al massimo due proroghe. Il tempo minimo che deve essere consacrato alla formazione da svolgere all’esterno dell’azienda è pari al 15% dell’orario giornaliero di lavoro stabilito dal contratto collettivo o, in mancanza, dell’orario legale.

                    Qualora il lavoratore — concluso il periodo di apprendistato — decidesse di cambiare azienda, non potrebbe più essere assunto con questa forma contrattuale. Non vi sono particolari vantaggi per l’imprenditore dal punto di vista della retribuzione da corrispondere, che deve essere almeno pari al minimo stabilito dal contratto collettivo, rapportato alle ore dedicate alla formazione: più ore di formazione comportano una minor retribuzione. I veri vantaggi riguardano il versamento dei contributi previdenziali ridotti. Contributi che subiscono un’ulteriore riduzione per 24 mesi nel caso in cui il contratto venga trasformato in rapporto a tempo indeterminato.

                    GERMANIA

                      L’economia rallenta, il patto non decolla

                        Il sistema duale tedesco da sempre considera della massima importanza affiancare l’esperienza pratica alla formazione teorica. Nonostante questo, il cattivo andamento dell’economia ha rallentato negli ultimi anni lo slancio delle imprese verso investimenti in formazione di personale che poi non può essere assunto.

                        - Un patto Stato imprese. Ecco perché nel luglio 2004 il governo ha firmato un patto nazionale che impegna lo Stato, i Lander, l’agenzia per l’impiego, i rappresentanti degli organismi di formazione per organizzare e incoraggiare le imprese a formare.
                        Iniziativa che per il momento non ha dato i frutti sperati. La durata del contratto non può essere inferiore a due anni e superiore a tre; esso deve specificare il tipo di formazione che sarà impartita, la formazione da svolgere al di fuori dell’azienda e la durata del tempo da dedicarvi, la retribuzione, le condizioni per recedere dal contratto e individuare le altre norme applicabili in base agli accordi collettivi o ai contratti aziendali.

                        La retribuzione è stabilita dai contratti collettivi. La durata della formazione all’esterno è di circa 1 o 2 giorni a settimana e al termine del periodo stabilito, e dopo aver superato degli esami, all’apprendista viene consegnato un attestato professionale che serve anche a certificare che il datore di lavoro è idoneo a formare i giovani al lavoro. Non vi sono particolari agevolazioni per gli imprenditori, se non quelle stabilite in via generale per chi crea occupazione. La considerazione alla base di questo ragionamento è che l’azienda otterrà i suoi vantaggi dal lavoratore che avrà saputo formare nel modo migliore.

                        GRAN BRETAGNA

                        Profili d’avanguardia obiettivo per il 2010

                          Pochi i requisiti per sottoscrivere il contratto: vivere in Gran Bretagna, avere tra 16 e 24 anni, non essere studente a tempo pieno. Per accedere a questo sistema la persona interessata può rivolgersi direttamente alle imprese, oppure al Learning and Skills Council, organismo nazionale con 47 uffici locali, che ha lo scopo di promuovere un’educazione e una formazione al lavoro di alta qualità, per ottenere entro il 2010 — si legge negli scopi dell’istituzione — giovani e adulti con caratteristiche di conoscenza e produttive all’avanguardia.

                          Chi si rivolge all’Lsc viene indirizzato verso un ente di formazione che è in contatto con una o più imprese. Non esiste una durata predefinita del contratto, che dipende sia dalle capacità dell’apprendista sia dalle esigenze del datore di lavoro. In generale questi contratti durano tra 12 e 24 mesi. Il datore di lavoro è tenuto a versare uno stipendio minimo, piuttosto contenuto, di almeno 40 sterline alla settimana e a riconoscere un certo numero di giorni di ferie. Ciò che guadagnerà il lavoratore è un ingresso nel sistema chiamato National Vocational Qualification, diviso in cinque livelli in base alle competenze acquisite.

                            Oltre alla formazione sul lavoro è previsto che il giovane frequenti dei corsi all’esterno, improntati principalmente all’uso delle nuove tecnologie, al problem solving, al lavoro di team. La durata non è predefinita, ma variabile da 100 a 1.000 ore nel corso del contratto, in funzione del tipo di attività svolta. Una particolarità è costituita dal fatto che le imprese che desiderano entrare in questo sistema devono sottoscrivere un impegno con il locale ufficio del Lsc che diviene il punto di riferimento per sapere dove e in quale azienda sia possibile svolgere l’apprendistato.