Apprendistato, ccnl indispensabile

17/10/2005
    sabato 15 ottobre 2005

    Pagina 41 Lavoro e Previdenza

      Il ministero del lavoro risponde a un’istanza d’interpello sull’operatività del nuovo contratto

      Apprendistato, ccnl indispensabile

      Per il percorso professionalizzante non basta la legge regionale

        di Daniele Cirioli

          La legge regionale non è sufficiente a rendere operativo l’apprendistato professionalizzante; serve, inderogabilmente, anche l’intervento della contrattazione collettiva. Nelle more, può continuarsi ad applicare la disciplina legale e contrattuale previgente alla riforma del lavoro (dlgs n. 276/2003). È quanto precisato dal ministero del lavoro, direzione generale per l’attività ispettiva, nella nota protocollo n. 2464 di ieri in risposta all’istanza d’interpello dell’Unionapi, l’unione regionale delle pmi industriali dell’Emilia Romagna.

          L’interpello. L’interpello dell’Unionapi chiede alcuni chiarimenti sull’applicabilità del secondo tipo di contratto di apprendistato (il professionalizzante) introdotto dalla riforma del lavoro (dlgs n. 276/2003). Le precisazioni sono richieste con particolare riferimento al territorio regionale dell’Emilia Romagna, in cui vige la legge regionale n. 17/2005 che ha regolamentato, sotto il profilo formativo, la nuova tipologia contrattuale (le precisazioni ministeriale hanno comunque valenza a carattere generale). L’apprendistato professionalizzante è praticabile in tutti i settori di attività; si rivolge a soggetti con età compresa tra i 18 e i 29 anni. Il dlgs n. 276/2003 ha affidato alla contrattazione collettiva (ccnl stipulati da associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o regionale) il compito di fissare la durata del contratto in ragione del tipo di qualificazione da conseguire, comunque non inferiore a due né superiore a sei anni. Invece, alle regioni ha affidato il compito di regolamentare i profili formativi, anche mediante rinvio ai contratti collettivi. La legge n. 80/2005, infine, ha stabilito che fino all’approvazione della legge regionale, tale regolamentazione è rimessa ai ccnl stipulati da associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

            I quesiti. L’Unionapi evidenzia due aspetti problematici della situazione normativa dell’Emilia Romagna. Il primo sta nel fatto che la legge regionale n. 17/2005 non ha provveduto a disciplina completamente l’apprendistato professionalizzante. L’articolo 29, infatti, ha rimesso ai contratti collettivi di lavoro il compito di stabilire l’articolazione e l’erogazione della formazione. Il secondo sta nell’esistenza di alcuni settori produttivi per i quali i ccnl di riferimento non ancora hanno provveduto a dettare la disciplina dell’apprendistato (come per esempio il ccnl metalmeccanico) o lo hanno fatto in parte dimenticando, per esempio (ccnl alimentari), gli aspetti della formazione.

              In tale situazione, e in considerazione inoltre che la legge regionale n. 17/2005 non ha previsto una disciplina transitoria per garantire la progressiva messa a regime del nuovo istituto di apprendistato, l’interpello palesa incertezze in merito sulle seguenti possibilità:

                1) di procedere all’assunzione applicando un ccnl che non abbia ancora recepito quanto previsto dal dlgs n. 276/2003 e applicando, per i profili formativi, le previsioni della legge regionale e delle successive delibere;

                  2) in caso di risposta positiva al primo quesito, di considerare prolungato il rapporto di lavoro fino al minimo di 24 mesi, per i contratti di apprendistato instaurati di durata inferiore in ossequio alla disciplina previgente al dlgs n. 276/2003;

                    3) di procedere all’assunzione nelle aziende nelle quali si applicano ccnl che disciplinano l’apprendistato professionalizzante ma senza individuarne il percorso formativo.

                      I chiarimenti. Il ministero del lavoro precisa che la legge regionale non basta a rendere operativo l’apprendistato professionalizzante perché l’intervento della contrattazione collettiva, essendo stato fissato dal dlgs n. 276/2003, risulta inderogabile. Nelle more, come previsto sempre dal dlgs di riforma del lavoro, può continuarsi ad applicare esclusivamente la vecchia regolamentazione legale e contrattuale. In tal senso, dunque, sono negative le risposte al primo e terzo quesito. E negativa è anche la risposta al secondo quesito: i nuovi limiti di durata, come il campo di applicazione soggettivo (età dell’apprendista) si applicano soltanto laddove risulti pienamente a regime la disciplina dell’apprendistato professionalizzante. (riproduzione riservata)