“Apprendistato 2″ Stop ai contratti collettivi troppo «disinvolti»

19/10/2004

              martedì 19 ottobre 2004


              sezione: NORME E TRIBUTI – pag: 23
              Le novità / Sotto esame il rapporto tra fonti normative
              Stop ai contratti collettivi troppo «disinvolti»
              Il We lfare scioglie i primi dubbi applicativi sul nuovo contratto di apprendistato: un rigoroso stop per le tipologie «diritto-dovere di istruzione» e «professionalizzante» in attesa della normativa regionale; e un sostanziale via libera — previa convenzione regionale — per il modello che consente «l’acquisizione di un diploma di alta formazione». In sintesi, sono questi i chiarimenti della circolare n. 40 del 14 ottobre 2004 con riferimento all’unico rapporto a contenuto formativo previsto dopo la riforma del mercato del lavoro.

              Disposizioni generali. Ancora prima che il contratto di apprendistato sia p ienamente operativo il Lavoro ha ritenuto opportuno diffondere istruzioni soprattutto per eliminare alcune interpretazioni non conformi al dettato normativo che iniziavano a registrarsi nei diversi rinnovi dei contratti collettivi (si veda l’articolo nella pagina seguente).

              Viene confermata l’abrogazione dell’obbligo di richiesta dell’autorizzazione alla direzione provinciale del Lavoro (articolo 86, comma 3, decreto legislativo 276/03). La circolare 40 fa presente che solo le Regioni potranno reintrodurre una diversa procedura di autorizzazione, anche attraverso il rimando agli enti bilaterali. Conseguentemente, il ministero ha precisato che non sono da considerare legittime le attuali norme dei contratti collettivi che condizionano la stipula del contratto di apprendistato a un’iscrizione all’ente bilaterale o all’associazione di categoria.

              Diritto-dovere di istruzione. Si tratta del tipo contrattuale la cui finalità è la formazione finalizzata al conseguimento di una qualifica di istruzione e formazione professionale. Il modello trae origine dalla riforma del sistema di istruzione e formazione (legge delega 53/03) su cui si è in attesa dei decreti delegati. Secondo le indicazioni ministeriali è un contratto che le aziende potranno stipulare con soggetti di età compresa tra 15 e 18 anni non compiuti per garantire loro il termine degli studi con l’alternanza scuola-lavoro.

              Professionalizzante. È il modello di maggiore interesse per le aziende dal momento che è finalizzato al conseguimento di una qualifica attraverso la formazione sul lavoro. A differenza delle altre tipologie in cui il lavoratore persegue l’acquisizione di un titolo di studio, l’apprendistato professionalizzante si pone l’obiettivo di accrescere le capacità tecniche del lavoratore per renderlo qualificato. La circolare 40/04 spiega che il contratto potrà essere stipulato con soggetti da 18 a 29 anni (si ritiene, 30 anni non compiuti), ovvero a partire da 17 anni se saranno in possesso di una qualifica professionale conseguita in base alla legge 53/03. Questi limiti di età, tuttavia, saranno applicabili solo quando il contratto sarà pienamente operativo.

              Con riferimento proprio all’operatività, la circolare sottolinea la necessità della regolamentazione regionale anche se alcuni contratti collettivi (per esempio quello del commercio) hanno ritenuto che la previsione contrattuale fosse sufficiente per rendere applicabile la nuova disciplina. Una volta introdotta la regolamentazione regionale, secondo il ministero, la disciplina dell’apprendistato resta comunque soggetta, laddove compatibile, alle disposizioni contenute nella legge 25/55. Sarà pertanto possibile la determinazione della retribuzione mediante un procedimento di percentualizzazione prevista dall’articolo 13, comma 1 della legge 25/55, fermo restando il divieto di cottimo.

              Percorsi di alta formazione. Il terzo modello contrattuale è finalizzato all’acquisizione di un titolo di studio secondario, laurea o diploma di specializzazione tecnica. Per l’attuazione è sufficiente un accordo o convenzione tra Regioni, associazioni dei datori di lavoro e lavoratori nonché, con università e altre istituzioni formative.

              Regime sanzionatorio. Nel caso di inadempienza del datore nel fornire la prevista formazione al lavoratore tale da impedire il raggiungimento della qualifica, il decreto legislativo 251/04 introduce un rigido sistema sanzionatorio secondo cui deve essere restituito il doppio della differenza tra contribuzione versata e dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto al termine del periodo di apprendistato.