Applausi dal centrosinistra Freddi Cisl, Uil e governo

02/07/2002


 
MARTEDÌ, 02 LUGLIO 2002
 
Pagina 7 – Interni
 
Il ministro del Lavoro: "Prendo atto…". E per D´Amato "sono fatti della Cgil"
 
Applausi dal centrosinistra Freddi Cisl, Uil e governo
 
 
 
Savino Pezzotta rifiuta ogni commento e lascia parlare il suo vice. Di Siena (Ds): giusto così, in giro c´è un clima torbido
 

ROMA – Sorprese Cisl, Uil e Confindustria, freddo il governo, estremamente soddisfatto il centrosinistra. La scelta della Cgil di prorogare di due mesi e mezzo il mandato al leader Sergio Cofferati, dopo che questi aveva sempre garantito che avrebbe lasciato il sindacato allo scadere degli otto anni di leadership, rischia di fare cambiare strategia agli interlocutori della confederazione di corso Italia, i quali già immaginavano nuovi scenari con l´avvento di Guglielmo Epifani alla guida della Cgil. «Ne prendo atto», si limita a dire, impassibile, il ministro del Welfare, Roberto Maroni, querelato di recente dallo stesso Cofferati per le sue dichiarazioni che mettevano in relazione alcune espressioni del segretario generale della Cgil («patto scellerato», «dobbiamo fermarli») con l´arrivo a casa sua di un paio di pallottole per posta.
Analogo a quello di Maroni, il commento del presidente della Confindustria, Antonio D´Amato: «Sono fatti della Cgil, lasciamo fare alla Cgil». Il leader della Cisl, Savino Pezzotta, i cui rapporti con Cofferati sono incrinati anche sul piano personale (l´altro giorno fianco a fianco a Palermo per un incontro sulla mafia i due non si sono nemmeno guardati in faccia), respinge tutte le richieste di commento. Il segretario confederale della Cisl, Pierpaolo Baretta, aggiunge invece una sola frase al suo immediato «no comment». Dice: «È una libera scelta della Cgil, hanno fatto le loro valutazioni».
Il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, insinua invece un dubbio: «Ho letto il comunicato della Cgil, sono abituato a prendere per buono quello che dicono…», dice a Repubblica, facendo intendere che una sua idea personale sulle vere ragioni della scelta se l´è fatta: «No, sono grandi e vaccinati. Hanno valutato che era la cosa migliore. D´altronde la scelta di prorogare il mandato a Cofferati è sorprendente, ma soltanto rispetto alle conferme del suo sicuro addio negli ultimi mesi». Angeletti non sa dire se anche lui, nelle stesse condizioni, avrebbe fatto la stessa cosa: «Difficile dare una risposta, la Uil non è la Cgil, ci sono anche stati d´animo, opinioni e sensibilità diverse».
Nel centrosinistra la «musica» è un´altra. Ulivo e Rifondazione comunista plaudono con convinzione alla mossa di Cofferati. «È una scelta positiva e ragionevole», dicono il capogruppo dei Ds alla Camera, Luciano Violante, e il senatore ds Piero Di Siena. «Di fronte alla piega che hanno preso gli avvenimenti – precisa Violante – ritengo importante che il segretario della Cgil abbia deciso di rimanere alla guida del più grande sindacato italiano. In giro c´è un clima torbido e c´è bisogno di portare avanti con fermezza una battaglia politica e sindacale per respingere ogni strumentalizzazione delle ultime vicende». Anche per Franco Giordano, capogruppo alla Camera di Rifondazione, la decisione è «giusta e utile». Per il vicepresidente dello Sdi, Roberto Villetti, Cofferati «non poteva fare altrimenti». Anche i Comunisti italiani sono favorevoli: «È una scelta di grande responsabilità democratica», operata in «una fase particolarmente drammatica e torbida».
(r.d.g.)