“Appello” Nel nome di Matteotti (G.Epifani e C.Ghezzi)

15/03/2004


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domenica 14 marzo 2004

Il testo pubblicato è una lettera aperta alle istituzioni, alle forze politiche sociali e culturali per l’ottantesimo anniversario dell’assassinio di Giacomo Matteotti

Appello

NEL NOME DI MATTEOTTI

Guglielmo Epifani
Carlo Ghezzi

Il 10 giugno 1924 l’on. Giacomo Matteotti, sequestrato pochi giorni prima sul Lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma, veniva assassinato da squadristi fascisti. L’ottantesimo anniversario della sua morte deve essere ricordato adeguatamente.
La sua tragica fine deve essere riproposta alla opinione pubblica, alle giovani generazioni, come simbolo significativo dei valori sui quali è fondata la nostra Repubblica: la libertà, la democrazia, la pace.
pere
iLa ricchissima e complessa vicenda politica ed umana di Giacomo Matteotti, socialista, cooperatore, sindacalista, amministratore locale, deputato ci impone di ricordare e approfondire i tanti aspetti e le tante vicende che hanno contraddistinto la sua militanza. Matteotti fu organizzatore di iniziative e mobilitazioni, segnate da forti tratti di
radicalità contro la guerra di Libia e con tro l’intervento dell’Italia nel primo conflitto mondiale, così come seppe tessere la tela per la costruzione strutture di coordinamento e di auto organizzazione
tra Enti Locali. La sua vicenda politica e sociale non sono completamente conosciute ma rendono ancor più attuale la sua straordinaria figura.
Auspichiamo che le preziose e generose iniziative messe in campo da tante Fondazioni ed Istituti Culturali, da tante forze e da tanti soggetti che hanno a cuore i valori di libertà e di democrazia possano e debbano coordinarsi, affinché il 10 giugno del 2004 sia una giornata caratterizzata da incisive ed importanti iniziative.
Riteniamo che Roma, capitale d’Italia, con il Parlamento ed il luogo dove Matteotti fu rapito, così come la città di Ferrara che lo ebbe come Segretario Generale della sua Camera del Lavoro, e ancora Padova, Rovigo e la medesima Ferrara che costituirono il suo collegio elettorale, con Fratta Polesine, il suo paese natale, che ne ospita anche le spoglie, debbano essere teatro di iniziative e impegnate in una stagione ricca di celebrazioni importanti. Simo sicuri che i grandi mezzi di comunicazione di massa sapranno dare il giustorilievo a questa importante ricorrenza.
Pensiamo sia utile fare riascoltare al popolo italiano, soprattutto alle giovani generazioni, l’ultimo discorso di Matteotti, riproposto possibilmente in una sede solenne, quelle rigorose ed alte parole che
pronunciò in Parlamento nel 1924, a difesa della democrazia e della libertà e che gli costò la vita.
Per questo, la Confederazione Generale del Lavoro, di cui Giacomo Matteotti fu appassionato dirigente, unitamente con la Fondazione Giuseppe Di Vittorio, rivolgono un accorato appello alle Istituzioni,
alle forze politiche, sociali e culturali, ai mezzi di informazione, affinchè
nella giornata del 10 di giugno siano organizzate iniziative adeguate a ricordare e celebrare questa significativa figura di sindacalista, di cooperatore, di amministratore locale, di pacifista, di deputato, di martire della democrazia italiana.

Guglielmo Epifani
Segretario Generale Cgil
Carlo Ghezzi
Presidente Fondazione Di Vittorio
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