Appalto Enasarco contestato

17/02/2005

    giovedì 17 febbraio 2005

    pagina 40

      A cura di
      Vincenzo Lucarelli

        Appalto Enasarco contestato
        La tesi Federagenti sul bando di gara per la vendita degli immobili dell’ente. L’operazione richiede un’assoluta trasparenza

          Nel numero di ItaliaOggi di giovedì 27 gennaio avevamo registrato l’opinione del presidente della Federagenti, associazione sindacale maggiormente rappresentativa tra gli agenti e i rappresentanti di commercio, su un tema di grande attualità, com’è quello della vendita degli immobili di proprietà della Fondazione Enasarco. Antonio Caporale, nel suo intervento, aveva manifestato il proprio dissenso rispetto alla decisione adottata dagli amministratori della fondazione Enasarco (l’ente di previdenza della categoria) di affidare a una società esterna l’incarico di certificare l’ubicazione e i requisiti del patrimonio immobiliare e di avviare un progetto per aumentarne il rendimento con l’obiettivo di venderne una parte consistente. A giudizio della Federagenti, infatti, proprio il patrimonio immobiliare ha garantito, garantisce e potrà garantire nel futuro il pagamento delle pensioni, tant’è vero che con la sua costante rivalutazione ha consentito la privatizzazione dell’ente.

          Sulla questione è ora intervenuto il segretario generale dell’associazione, Fulvio De Gregorio, il quale alla domanda sullo stato dell’arte ha così risposto: ´Nell’interesse della categoria abbiamo sempre espresso riserve sulla bontà di un’operazione che secondo noi presenta molti rischi e apre molti interrogativi sulle modalità con cui fino a oggi è stato gestito il patrimonio immobiliare. Ora i dubbi sono destinati a crescere, dopo avere esaminato il bando di gara pubblicato dall’Enasarco per la scelta di chi dovrà governare la rivalutazione del portafoglio immobiliare con l’obiettivo di individuare società di gestione del risparmio per collocare gli immobili o parte di essi in fondi comuni di investimento; alias per dismetterli’.

          ´Questa delicata operazione’, ha spiegato ancora il segretario generale, ´dovrebbe essere caratterizzata da un’assoluta trasparenza, ricercando la massima partecipazione da parte delle società interessate. La Fondazione ha ritenuto, invece, di doversi avvalere di una procedura di appalto concorso accelerata, stabilendo un termine di 20 giorni per la presentazione delle domande. Gli addetti ai lavori ben sanno che alla base della procedura accelerata c’è solo l’eccezionalità dettata da cause esterne all’amministrazione appaltante, né si può in alcun modo ritenere che uno spostamento del termine di 30/40 giorni avrebbe potuto arrecare danni alla Fondazione, visto che sono anni che il problema è stato posto sul tappeto. È invece assai probabile che l’obiettiva ristrettezza del termine possa ridurre le offerte, limitando la concorrenza’.

          Cosa farà la Federagenti? ´In assenza di un ravvedimento della Fondazione abbiamo intenzione di sensibilizzare sulla questione i ministeri vigilanti, l’Authority per la concorrenza e le forze politiche, ferma restando la necessità di chiarire il ruolo di chi sarà scelto a redigere il progetto di individuazione e rivalutazione del patrimonio che, a nostro avviso, non potrà coincidere con chi, successivamente, parteciperà all’acquisto. Sarebbe il colmo, infatti, che il futuro compratore possa identificarsi o essere collegato con chi oggi è chiamato a determinare la valutazione del patrimonio. È, infine, da approfondire se esistano ostacoli a far gestire i futuri fondi da società costituite e controllate dalla stessa Fondazione Enasarco’.

          ´L’obiettivo di consultare la categoria sul contenuto degli accordi economici collettivi e di coinvolgerla nella gestione della Fondazione’, ha concluso De Gregorio, ´è stato uno dei motivi fondanti della nostra associazione e questo impegno abbiamo svolto e continueremo a svolgere nella convinzione che solo in tal modo gli agenti di commercio potranno avere un futuro nel paese’.