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Appalti, un’importante sentenza per la tutela dei lavoratori e l’affermazione delle regole

29/10/2015

Con sentenza del 13 ottobre 2015 il Consiglio di Stato ha riformato integralmente la precedente decisione del TAR di Brescia, relativa all’aggiudicazione dei servizi amministrativi di front-office della azienda Ospedaliera di Desenzano.

L’offerta oggetto della sentenza, per effetto dell’applicazione del Contratto Nazionale CNAI, presentava un costo del lavoro inferiore al 15% rispetto ai livelli retributivi desumibili dalle tabelle ministeriali, con la conseguenza che l’Azienda Ospedaliera aveva valutato congrua ed affidabile l’offerta con un ribasso di quasi il 30% sull’importo a base d’asta (notevolmente superiore al ribasso offerto dalle altre imprese partecipanti alla gara).  Il TAR di Brescia aveva ritenuto ammissibile l’applicazione del suddetto contratto nazionale sottoscritto da associazioni sindacali non comparativamente più rappresentative sul piano nazionale in quanto depositato al CNEL.

A fronte del ricorso dell’impresa che aveva ottenuto il punteggio immediatamente inferiore all’aggiudicataria, si è costituita ad adiuvandum  la Filcams Cgil nazionale con l’avv. Carlo De Marchis sostenendo che prendendo a riferimento Contratti nazionali non sottoscritti da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale viene leso il principio di concorrenza posto alla base della normativa sugli appalti pubblici.

La sentenza del Consiglio di Stato, infatti, nelle motivazioni pone l’accento: sull’identificazione del  Contratto Nazionale applicabile; sul valore di merito delle tabelle ministeriali e non di mero riferimento; sulla verifica delle anomalie delle offerte negli appalti pubblici; sui criteri con cui il Ministero del Lavoro individua le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative; sulle modalità con cui l’amministrazione aggiudicatrice deve ponderare le anomalie dell’offerta tenuto conto di non dover rispondere solo a criteri di risparmio ma anche degli effetti che si producono sulle condizioni e i diritti costituzionali di chi lavora.

Un sentenza di enorme rilievo” spiega con soddisfazione Elisa Camellini, segretaria nazionale della Filcams Cgil, “che speriamo possa diventare un punto di riferimento nella gestione e assegnazione degli appalti pubblici, un richiamo al rispetto delle regole e un monito a chi pensa sempre di poter eludere le normative. Ma, ancor di più, una sentenza importante perché riporta l’attenzione sulla tutela del lavoro e del lavoratore, in una delicata fase di passaggio che stà attraversando la normativa sugli appalti pubblici con il recepimento della nuova direttiva europea in materia. Per la Filcams e la Cgil, questa sentenza costituisce un valido supporto nelle iniziative che ci vedono in prima linea sul tema degli appalti.”