APPALTI, TRASPARENZA, BOLKESTEIN, DIRITTI: DUE GIORNI DI RIFLESSIONI SUL MONDO DEI SERVIZI TRA IMPRESE, SINDACATI, PARLAMENTARI

10/11/2005

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

9 novembre 2005

APPALTI, TRASPARENZA, BOLKESTEIN, DIRITTI: DUE GIORNI DI RIFLESSIONI SUL MONDO DEI SERVIZI TRA IMPRESE, SINDACATI, PARLAMENTARI

Due giorni di riflessioni al "Convegno nazionale sugli appalti" (Roma, martedì 8 e mercoledì 9 novembre), promosso dalla Filcams per mettere a confronto imprese, sindacati e parlamentari sulla realtà e sulle aspettative che animano i protagonisti di quella parte del mondo dei servizi quali sono i comparti delle pulizie, delle mense, della vigilanza privata.

Un mondo in costante espansione che alimenta «un mercato sempre più ricco della fornitura di servizi», soggetto a una «inarrestabile evoluzione nell’ultimo decennio», alla ricerca di un equilibrio tra convenienze economiche, diritti dei lavoratori, trasparenza delle gare, qualità del servizio.

Un mondo complesso e complicatissimo sul quale ogni fattore può agire nello stesso tempo da regolatore e da destabilizzatore, com’è il caso della legislazione, nazionale e europea, necessaria per dare valore di legge alle pattuizioni, e che tuttavia può tramutarsi in altri casi, l’esempio è la proposta di direttiva europea nota come Bolkestein, in agente devastante di interi comparti economici.

Carmelo Romeo passa in rassegna, nella relazione che ha aperto i due giorni di confronto, il lavoro decennale compiuto sull’economia dell’appalto: dalla lotta per sostituire con l’ "offerta economicamente più vantaggiosa"; il criterio del "massimo ribasso"; alla denuncia della " borghesia criminale" che si sta diffondendo nel Centro e nel Nord d’Italia; ad anomalie quali la polverizzazione delle imprese che favorisce concorrenza sleale e illegalità; al problema del socio-lavoratore di cooperativa tornato a essere elemento perturbante sul piano della concorrenza e dei diritti dopo che la legge 30 è intervenuta a modificare la legge 142 che regolava il settore.

Un quadro, quello tracciato da Romeo, entro il quale si sono ritrovati tutti gli intervenuti, non solo sulla Bolkestein, a proposito della quale è stato sostenuto che una deregolazione comunitaria sarebbe esiziale per le stesse imprese e non solo per i lavoratori.

«Abbiamo avuto una negoziazione, una pattuizione tra le parti che è un valore», ha sostenuto Sergio Billè. Un concetto avanzato da tutti gli intervenuti, che può essere considerato il punto fisso e riconosciuto nei rapporti tra imprese e sindacati. Probabilmente, è per questa ragione che all’amministratore delegato di Pedus, l’ingegner Auletta, è venuto di notare, sui temi centrali affrontati dalla discussione: «Non riesco a cogliere una qualche distonia, in questo convegno».

«La sintonia è stata costruita in dieci anni di contrattazione», ha fatto eco Ivano Corraini. E su quella sintonia bisogna che si faccia un lavoro. Intanto, dobbiamo eliminare, dalla nostra azione, debolezze residue a proposito della Bolkestein. Le imprese, se vogliono competere e fare qualità e non farsi travolgere, non possono lavorare in un sistema deregolato.

«Un sistema degli appalti basato sulla Bolkestein travolgerebbe tutto quello che abbiamo costruito. Certo, bisogna rendere possibile la mobilità in Europa delle imprese, però non è che lo si debba fare azzerando qualsiasi riferimento».

Corraini ha indicato tre punti strategici: la legge 142 modificata dalla legge 30 deve ritornare alle condizioni originarie, «i diritti dei soci (lavoratori) sottostanno alle condizioni contrattuali dei lavoratori (soci)»; gli "osservatori per il mercato dei servizi in appalto" hanno funzioni inferiori alle necessità, essi devono essere costituiti per legge e dunque avere poteri ispettivi; c’è un lavoro da avviare da parte di sindacati e imprese, «c’è da costruire un contenitore unico contrattuale», che non è (ancora) il contratto unico dei servizi, ma (per esempio) una messa in comune delle regole.

Un punto di vista, quello del contenitore comune, apprezzato da Guglielmo Epifani.

«Lo sforzo di considerare in maniera unitaria i problemi dei settori dei servizi può tirare fuori questi comparti dalla loro marginalità ».

Una marginalità, ha precisato, del tutto in contrasto con il fatturato generato, con il numero e la consistenza delle imprese, il numero degli addetti. Fattori che tuttavia non riescono a rendersi visibili e considerati dall’informazione generale e sono relegati a un mondo di specialisti e addetti ai lavori.

Eppure questi settori, che tendenzialmente crescono, pongono problemi a tutti gli altri settori e ne rendono più pericolosa l’evoluzione, se pensiamo che il settore industriale, in Italia percentualmente ancora consistente e superiore al peso specifico che ha negli altri Paesi europei, non potrà mantenere l’attuale forza, e proprio sull’evoluzione e la crescita dei servizi bisogna puntare per salvare il valore prodotto dai settori industriali che vanno riducendosi.

Come sia, nota ancora Epifani, «la Bolkestein è un curioso modello di regole sociali comunitarie», perché si sostiene che è la sovranità del consumatore quella a cui guardare, però questo vale solo in alcuni casi, mentre in altri vale la sovranità del produttore. E allora, le regole che valgono per i produttori in alcuni settori, non valgono nei servizi?

    La partecipazione al convegno

    I parlamentari europei, Pierluigi Bersani e Marco Rizzo, hanno relazionato sullo stato della discussione e delle proposte di modifica, nel parlamento europeo, della proposta di direttiva Bolkestein.

    Marcella Lucidi, deputata al parlamento italiano, ha inviato una comunicazione scritta facendo il punto riguardo alla normativa sugli appalti e sulla riforma della vigilanza privata.

    Il direttore Fipe Edy Sommariva e il presidente Ancst Lega Coop Franco Tumino hanno aperto gli interventi di parte imprenditoriale dopo la relazione introduttiva del segretario nazionale Filcams Carmelo Romeo.

    Sono intervenuti: l’amministratore delegato di Pedus Service Pietro Auletta, il presidente Onbsi Sandro Di Macco, il presidente Fnip Confcommercio Aldo Greco, il consigliere Ivri Holding Claudio Moro, il segretario nazionale Uiltrasporti Ubaldo Conti, il segretario nazionale Uiltucs Emilio Fargnoli, il segretario nazionale Fisascat Giovanni Pirulli.

    Carmelo Caravella e Maurizio Scarpa, segretari nazionali Filcams, hanno presieduto all’ordinato svolgimento del confronto.

    Nicoletta Rocchi, segretaria confederale Cgil, ha chiuso la prima giornata di dibattito.

    Ivano Corraini, segretario generale Filcams, e Sergio Billè, presidente Confcommercio, hanno risposto alle sollecitazioni di Giorgio Pogliotti, giornalista del Sole 24 Ore.

    Guglielmo Epifani, segretario generale Cgil, ha svolto l’intervento conclusivo.

    Daniele Ganapini, ricercatore presso Nuova Quasco, ha presentato le indagini:
    – La percezione del mercato e gli orientamenti dei quadri sindacali Filcams
    – Analisi e inquadramento normativo degli appalti pubblici e privati nel mercato dei servizi nel quadro del diritto comunitario e nazionale