Appalti storici pulizie delle scuole, 17 mila lavoratori in agitazione

21/08/2018
imprese di pulizia

Ancora una volta Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti sono costretti a denunciare la situazione di grave precarietà in cui versano i circa 17 mila addetti ex Lsu e dei cosiddetti appalti storici addetti ai servizi di pulizia, ausiliariato e di ripristino del decoro degli istituti scolastici e a proclamare lo stato di agitazione di tutti i lavoratori del settore.

Il 20 agosto, con una lettera inviata al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, al ministro del Lavoro Luigi Di Maio, al dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane del Miur, alla commissione di Garanzia per l’attuazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali, nonché alle associazioni imprenditoriali e cooperative ed ai consorzi del settore, i sindacati hanno rivendicato l’attuazione dell’accordo quadro governativo sottoscritto il 4 novembre 2016.

L’intesa conteneva infatti un impegno specifico ad una soluzione stabile e di prospettiva alle problematiche sociali ed occupazionali dei lavoratori e già lo scorso 22 giugno i sindacati, a pochi giorni dalla chiusura estiva delle scuole, avevano sollecitato un incontro ai ministeri competenti denunciando i comportamenti gravissimi e ormai non più sostenibili riscontrati nei Lotti 5 e 6 della convenzione Consip messi in atto dalle imprese assegnatarie ed esecutrici dei servizi”.

Nella lettera, Filcams, Fisascat e UIltrasporti evidenziano inoltre la necessità di riprendere il confronto ad un tavolo politico in grado di assicurare risposte concrete alle lavoratrici ed ai lavoratori ex Lsu e appalti storici per l’immediato ed in prospettiva futura: “È necessario che il governo e i dicasteri competenti dell’Istruzione e del Lavoro, nel rispetto delle norme e degli accordi governativi, confermino che qualunque processo, compresa l’internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole annunciata nei mesi scorsi, contempli in modo inequivocabile la continuità occupazionale e di reddito di tutti i 17 mila lavoratori impiegati nei servizi in appalto di pulizia, ausiliariato e di ripristino del decoro delle scuole che da oltre 20 anni versano in uno stato di precarietà”, affermano i sindacati.