Appalti per le pulizie a scuola, cento posti a rischio Sindacati dal prefetto contro la direttiva Gelmini

06/04/2011

Rovigo – GLI APPALTI per le pulizie delle scuole stanno per scadere, il Ministero dell`Istruzione cambia la normativa e un centinaio di donne in quaranta scuole rischiano di perdere il posto di lavoro, solo in Polesine (sono circa 1.200 in tutto
il Veneto). E` «contro i tagli indiscriminati della Gelmini» che i sindacati Filcams-Cgil, FisascatCisl e Uil Trasporti Nazionale sono scesi in campo, manifestando a Roma ieri mattina, mentre le segreterie di categoria provinciali,
ieri pomerigguio, hanno incontrato il prefetto di Rovigo Romilda Tafuri per manifestare il loro disagio. «Con il Ministero è un braccio di ferro che dura da un anno – spiega Pieralberto Colombo della Filcams – al taglio degli appalti
per le pulizie scolastiche del 25% dell`anno scorso, se ne aggiunge uno del 50% quest`anno che darebbe luogo, se applicato, a situazioni anche assurde, persone che lavorano già part time ridotte a prestare servizio un`ora a settimana». Non solo. Alla scadenza degli attuali appalti, il primo luglio, la direttiva (103 del 2010) del ministro Gelmini prevede anche di affidare ai singoli presidi il compito di affidare l`incarico delle pulizie secondo il sistema del cottimo fiduciario, ovvero, a loro discrezione. «Questo – traduce Colombo – non solo interromperebbe il rapporto di lavoro con le attuali società, ma le lavoratrici non potrebbero più godere del diritto di precedenza per la riassunzione e si ritroverebbero disoccupate». Il prefetto, dal canto suo, ha dimostrato grande sensibilità verso la questione. «Dal momento che si tratta di una questione nazionale – chiarisce Maurizia Rizzo della Fisascat – si è fatta carico del problema e delle nostre richieste, che trasmetterà al Ministero, segnalando quali ricadute negative la direttiva Gelmini potrebbe avere anche sul nostro territorio».