Comunicati Stampa

Appalti: le firme alla Camera

04/05/2015

Consegnate alla Camera dei Deputati, le firme raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare per la riscrittura delle norme in materia di appalti pubblici e privati. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, accompagnata dal segretario confederale Franco Martini, ha incontrato il Presidente della Camera Laura Boldrini per illustrare i contenuti della proposta. 

Da Rassegna.it

Le motivazioni di questa iniziativa della Cgil nelle parole del segretario confederale, Franco Martini. “La parola appalti – spiega il dirigente sindacale – è troppo spesso legata al termine malaffare, ma dietro la ‘corruttela’ ci sono centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che pagano il prezzo più alto di questa deriva. Gli appalti sono infatti prevalentemente sinonimo di lavoro povero, destrutturazione del ciclo produttivo, di sfruttamento del lavoro, di assenza di diritti, di inquinamento dell’economia. Elementi che impongono una politica diversa”.

La consegna avviene al termine della raccolta firmepromossa dalla Cgil con lo slogan “Gli appalti sono il nostro lavoro, i diritti non sono in appalto”, una campagna itinerante lanciata sei mesi fa e che si è conclusa il 30 aprile, dopo aver percorso in lungo e il largo tutta la penisola. Un impegno straordinario messo in campo dalla Cgil, che in questi mesi ha organizzato centinaia di iniziative, banchetti e dibattiti. Gli appalti e i sub appalti pubblici e privati dei diversi settori, da quello delle forniture e dei servizi a quello delle costruzioni, ricoprono un segmento produttivo importante: quelli pubblici da soli rappresentano più del 15% del Pil nazionale. I lavoratori impiegati sono oltre 3,5 milioni, spesso sono costretti a fare i conti con la mancanza di tutele adeguate e di diritti e con condizioni di illegalità.

La proposta della Cgil fa leva su tre punti principali: affermare una tutela reale dei trattamenti di questi lavoratori, messi in discussione da più provvedimenti legislativi negli ultimi due anni; contrastare le pratiche di concorrenza sleale tra le imprese, incentrata sulla riduzione dei costi e non su capacità imprenditoriali e qualità del lavoro; consolidare ed estendere la clausola sociale per il mantenimento del posto di lavoro in caso di cambio di appalto.