APPALTI ESTERNALIZZATI DELLE PULIZIE NELLE SCUOLE: ENNESIMO SPOT DEL GOVERNO CHE RISCHIA DI PRODURRE DANNI AI PIÙ DEBOLI

14/05/2012

14 maggio 2012

Appalti esternalizzati delle pulizie nelle scuole: ennesimo spot del governo che rischia di produrre danni ai più deboli

“Affermare che l’esternalizzazione dei servizi pulizie nelle scuole è uno spreco perché costa di più che farle internamente è sbagliata” afferma la Filcams Cgil Nazionale “e si mettono a rischio 21mila posti di lavoro.”

Stiamo assistendo in questi giorni ad un susseguirsi di notizie false e distorte sulle varie voci di spesa su cui il Governo Monti interverrà con la spending review, Voci che creano fortissime preoccupazioni tra i lavoratori coinvolti nei settori interessati dai nuovi tagli sulla pubblica amministrazione, tra cui, chi opera negli appalti di pulizie delle scuole.

Gli appalti di pulizia esternalizzati nelle scuole nascono dalla necessità di dare risposta ad un progetto sociale che ha permesso a 28mila lavoratori di essere stabilizzati dopo anni di precariato nella pubblica amministrazione o come Lavoratori Socialmente Utili, che hanno sostato per decenni in cassa integrazione o nelle liste di mobilità, e di dare risposta alle scuole che per effetto del congelamento delle assunzioni avevano gli accantonamenti delle risorse ma non potevano acquisire personale per svolgere servizi di pulizia e ausiliari.

Negli ultimi anni, gli appalti di pulizia, hanno subito dei forti tagli e per effetto di quanto finora avvenuto, la spesa del Miur è passata da circa 550 milioni di euro a 390 milioni.
Con la reinternalizzazione delle pulizie la spesa tornerebbe, non solo, ai livelli precedenti, ma aumenterebbe a fronte della necessaria assunzione dei 12.000 Ata e la conseguente spesa per il Miur; “a cui va aggiunto il costo sociale dello Stato per l’espulsione dal mondo del lavoro di 21.000 persone più il valore dell’acquisto delle attrezzature e di prodotti per le pulizie che ora fanno parte del costo dell’appalto” spiega il sindacato.

La Filcams Cgil Nazionale contesta le affermazioni fatte dal Governo Monti secondo il quale le esternalizzazioni delle pulizie nelle scuole sono uno spreco economico e per questo la nuova gara Consip, deve prevedere un taglio del 50%, non tenendo conto degli effetti devastanti sulla qualità del servizio prestato alle scuole e di ulteriori disoccupati. Tra qualche giorno con la direzione del Miur avremo un incontro specifico per farsì che le nuove gare di appalto rispettino gli impegni assunti in precedenza dal Miur stesso in termini di garanzia occupazionale e di reddito dei lavoratori oggi occupati in questi appalti. È evidente che in caso contrario attiveremo tutte le iniziative sindacali necessarie per fare rispettare gli accordi fin qui raggiunti e per far comprendere correttamente la condizione di questi lavoratori.

“Se diversamente quanto dichiarato dal Governo si traducesse in una reinternalizzazione dei servizi di pulizia attraverso l’assorbimento da parte della Pubblica Amministrazione dei lavoratori, che da quasi vent’anni svolgono tali attività” conclude Elisa Camellini, segretaria Nazionale Filcams Cgil “saremo assolutamente d’accordo, ma ci sembra di capire che questa non è la strada dichiarata, piuttosto è partita l’ennesima azione per rimettere a posto i conti pubblici senza tenere conto delle condizioni delle persone coinvolte che ha già provocato un danno quale quello degli esodati.”