Appalti di pulizia, è dramma

15/11/2010

Si va facendo drammatica la situazione per circa 25 mila addetti agli appalti di pulizia degli istituti scolastici (lavoratori socialmente utili stabilizzati e lavoratori operanti nei cosiddetti “appalti storici”), a causa della mancanza di fondi di finanziamento e dei tagli previsti dal ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università. Lo rileva, in una nota la Filcams CGIL (il sindacato dei servizi, del commercio e del terziario) che ha proclamato, insieme alla Uil, uno sciopero nazionale per il 22 novembre. Per gli Lsu (ex lavoratori socialmente utili) – sottolinea la Filcams – sono già 22 le ditte che hanno inviato alle organizzazioni sindacali la comunicazione dell’apertura delle procedure di mobilità, corrispondenti alla totalità della mano d’opera impiegata – quasi 14mila addetti – nelle pulizie delle scuole di ogni ordine e grado. Stanno vivendo la stessa situazione altri 12.000 lavoratrici e lavoratori impiegati negli appalti dei servizi di pulizia e attività ausiliarie (sorveglianza, custodia), gli “appalti storici”, impiegati anche nei nidi d’infanzia e nelle scuole materne. Sono giunte in questi giorni le notizie delle aperture delle prime procedure di mobilità. Per gli “appalti storici” la condizione è resa ancora più grave perché già nel dicembre 2009 avevano subito dei tagli da parte del ministro dell’Università e della Ricerca pari ad una riduzione del 25 per cento sui contratti di appalto, tagli per i quali durante tutto il corso della primavera si sono tenute manifestazioni e scioperi territoriali e nazionali che avevano portato come risultato le proroghe dei contratti fino al 31 dicembre prossimo e l’impegno da parte del ministero di attivare fin da luglio incontri per discutere le nuove gare di appalto che garantissero la continuità lavorativa e l’occupazione.