Anzianità batte stipendi

15/09/2003



      Lunedí 15 Settembre 2003

      NORME E TRIBUTI
      Pensioni


      Anzianità batte stipendi

      Pensioni – L’importo medio dei trattamenti liquidati ai dipendenti nel 2002 è di 18.486 € mentre la retribuzione netta di chi lavora è di 17.129 €


      Le statistiche vanno prese con una folata di disincanto. Eppure anche i numeri, con il loro linguaggio esplicito e diretto, possono servire a spiegare le cose. Osservando le tabelle qui a fianco balza subito agli occhi che le pensioni di anzianità rappresentano la costellazione privilegiata dell’universo della previdenza obbligatoria.
      I difensori dell’anzianità. Si tratta del fortino meglio difeso da una coalizione d’interessi potentissima – ancorché minoritaria nel Paese – intessuta di alleanze spurie e trasversali e, quel che è peggio, prive di principi. Diversamente dalla sinistra politica e sindacale che evoca le sacre tavole della giustizia sociale, il Leon d’Oro della franchezza va attribuito a Umberto Bossi. Il Senatur non si prende la briga discomodareilvalore dell’equità: la sua è una battaglia corporativa a favore delle "pensioni padane", come se anche alla previdenza si applicasse la regola del "cuius regio eius religio".
      Al punto che sembra preferibile lesinare, in Molise, una pensione di invalidità civile a un disoccupato con figli a carico, di cui sia incerta la totale infermità, piuttosto che chiedere a un metalmeccanico bergamasco di rinviare di qualche mese la pensione di anzianità e, magari, ritardare di altrettanto tempo l’inizio di un nuovo rapporto – da collaboratore o in nero – nello stesso posto di lavoro o nell’azienda accanto. Questa è la realtà. Il resto lo evidenziano i dati (che si riferiscono al solo Inps, dato che l’Inpdap non censisce, se non indirettamente, l’anzianità).
      Cosa dicono i dati. Innanzitutto, più bassa è l’età dei pensionati più alta è la prestazione. Inoltre, il livello medio dello stock di assegni (sono più di 2.588.000) di questo tipo (l’importo annuo di 14.104 euro è un mix che riguarda dipendenti e autonomi) è nettamente più elevato, nell’ambito delle prestazioni previdenziali, sia dell’importo medio riferito al «complesso» dei trattamenti (comprensivo, quindi, anche dell’invalidità e della reversibilità), sia di quello del comparto «vecchiaia e anzianità», in generale e nelle maggiori Gestioni. Prendiamo, ad esempio, il Fondo lavoratori dipendenti (Fpld): nel 2003, la pensione Ivs media è stimata pari a 8.994 euro; se si considera solo il gruppo «vecchiaia e anzianità» si arriva a 10.903 euro. Ciò significa che – mediamente – una pensione di anzianità è superiore a una di vecchiaia di almeno 500-600 euro al mese. La cosa si spiega perché i trattamenti di vecchiaia sono percepiti dai settori deboli del mercato del lavoro, non in grado di far valere lunghi periodi contributivi in condizione di stabilità di impiego (la caratteristica tipica dei pensionati di anzianità). Gli occupati in tali settori, per andare in quiescenza, sono costretti ad attendere il compimento dell’età legale (di 65 anni per gli uomini e 60 per le donne).
      Mentrei 14.104 euro si riferiscono all’insieme degli assegni vigenti, le nuove pensioni di anzianità dei lavoratori dipendenti iscritti all’Inps, liquidate nel 2002, ammontano mediamente a 18.486 euro all’anno (quelle degli artigiani e commercianti sono un po’ inferiori:trai12.200ei 12.300 euro). Si dirà che il comparto-anzianità è l’unico decente del sistema e che proprio per questo va strenuamente difeso.
      Il confronto con chi lavora ancora. Noi sosteniamo che siffatti trattamenti sono competitivi con i redditi di quanti lavorano (e pagano i contributi).
      Un primato, questo, che nessun Paese è in grado di permettersi, se si pensa che quasi il 58% delle pensioni di anzianità del 2002 sono state erogate a personecon meno di 54 anni. In mancanza di confronti più articolati, ci limitiamo a un dato dell’ultimo rapporto del Nucleo di valutazione sullaspesa pensionistica. Nel 2002, il reddito medio dei 23.597.000 contribuenti del sistema obbligatorio è stato di 18.800 euro. Se togliamo a questo lavoratore virtuale i contributi a suo carico (che il pensionato non paga) si arriva a 17.129 euro.
      Che altro aggiungere?

      GI.CA.