Antitrust: titolari di farmacie anche se non si è farmacisti

13/02/2006
    sabato 11 febbraio 2006

    Pagina 29 – Cronaca

      LA PROPOSTA

        L�ipotesi al Parlamento. Ma camice bianco per chi distribuisce medicine

          Antitrust: titolari di farmacie anche se non si � farmacisti

          ROMA – Farmacie nel mirino tra polemiche e generosit� diffusa. Tra raccolte di medicinali per i bisognosi e rivoluzionarie proposte dell�Antitrust che rendono sempre pi� probabile un futuro dove i farmaci verranno venduti in vendita sui banchi dei supermercati e in negozi multigenere, con commercianti e dottori a contendersi il mercato a colpi di sconti, con grande gioia dei clienti.

          Se infatti oggi � la giornata nazionale del banco farmaceutico, in cui si possono acquistare nelle farmacie prodotti da regalare alle oltre 250mila persone in difficolt� assistite in Italia da 800 enti – e sempre di pi� appartengono al ceto medio, pensionati, impiegati, precari che non arrivano a fine mese – forti venti di polemica e novit� soffiano su questi esercizi dopo che gi� si era parlato di vendere medicine da banco nei supermercati.

          L�Antitrust ieri ha infatti avanzato l�ipotesi al Parlamento che il titolare della farmacia possa non essere un farmacista, mentre dovr� continuare ad esserlo la persona incaricata di distribuire i medicinali ai clienti. L�Antitrust chiede inoltre l�integrazione tra commercio all�ingrosso e al dettaglio e la possibilit� di creare societ� composte da catene di farmacisti. Il tutto con l�obiettivo dichiarato di ampliare il numero delle figure presenti sul mercato e diminuire quindi i prezzi dei prodotti �senza mettere a rischio la salute dei cittadini�.

          �L�integrazione fra l�attivit� all�ingrosso e al dettaglio dei farmaci – afferma poi l�Antitrust in una lettera inviata anche al governo – pu� infatti consentire economie nei costi della distribuzione e, in conseguenza di una maggiore concorrenza nel mercato della vendita al dettaglio, una riduzione del prezzo al pubblico�.

          Proposte interessanti ma che difficilmente verranno prese in considerazione ora visti i tempi di scioglimento delle Camere, e che hanno provocato reazioni opposte. Commenti favorevoli dalle associazioni dei consumatori, con il Codacons che punta a vedere i medicinali sui banchi dei supermercati e aspetta in questo senso una sentenza del Tar Lazio. Contestazioni invece dalla Federfarma, la federazione titolari farmacie, il cui presidente ha ricordato che una richiesta relativa alla titolarit� era stata avanzata in precedenza dalla Commissione Europea e quindi �al momento il governo deve rispondere alla Commissione Europea�.

            Al di l� di polemiche e proposte una cosa � certa: non � vero che siamo un popolo incapace di vedere il bisogno altrui nascosto troppo spesso dal desiderio di mantenere una propria dignit�. Quella di oggi � la sesta giornata della raccolta del farmaco e i dati raccontano di un paese che ogni anno risponde sempre pi� generosamente ai bisogni altrui, dice il direttore del Banco Marcello Perego. Se nel 2001 i farmaci raccolti erano stati 15mila per un valore di 70mila euro, nel 2004 medicinali per un valore di 790mila euro venivano consegnati a 230mila bisognosi. L�anno scorso il record: duecentomila farmaci raccolti in 24 ore nelle 2150 farmacie che aderiscono all�iniziativa per un miliardo e duecentomila euro. �Aumentano le offerte, ma aumentano i bisogni. Chi chiede aiuto, con molto pudore, sono i pensionati, impiegati che non ce la fanno a tirare avanti, gente che separandosi oltre al dolore ha visto crollare il suo standard di vita, oltre a quelle migliaia di precari la cui esistenza e un continuo e faticoso equilibrio per non finire in miseria. Non dimentichiamocisi infatti che secondo l�Istat vivono in povert� sette milioni di italiani�.