Antitrust: per la Sisal un rinnovo troppo automatico

08/02/2005

    martedì 8 febbraio 2005

      Per l’Autorità garante la conferma del contratto del Superenalotto con la società dei giochi «restringe la concorrenza».
      L’azienda: «Scarsa conoscenza del settore»
      Antitrust chiama il governo:
      per la Sisal un rinnovo troppo automatico

        Roberto Rossi

          MILANO Il Superenalotto finisce sotto la lente dell’Antitrust. Ieri l’autorità garante presieduta da Giuseppe Tesauro ha scritto alla presidenza del Consiglio, al ministero dell’Economia e ai Monopoli di Stato, contestando il rinnovo, avvenuto il novembre scorso, in automatico per altri 5 anni della concessione alla società Sisal della gestione della raccolta del gioco. Secondo l’Authority la decisione, avvenuta senza una gara pubblica, ha l’effetto «di restringere ingiustificatamente la concorrenza».

            «L’Autorità – si legge nel Bollettino dell’Antitrust – ha in più occasioni rappresentato come l’affidamento in concessione attribuisca una posizione di privilegio al concessionario e che, al fine di attenuare gli effetti distorsivi della concorrenza connessi a siffatta posizione di privilegio, l’affidamento deve scaturire all’esito di procedure di evidenza pubblica, volte ad individuare i concessionari sulla base di criteri di tipo oggettivo/qualitativo. In tali occasioni si è segnalato che anche i rinnovi senza gara delle concessioni hanno l’effetto di restringere ingiustificatamente la concorrenza».

              Il rinnovo senza gara della concessione per il Superenalotto, afferma ancora il Garante, «si presta quindi a generare ulteriori distorsioni della concorrenza, atteso che, alla scadenza del 31 marzo 2005, la disponibilità di tale gioco avrebbe costituito un’importante occasione di ingresso nel mercato dei giochi per eventuali nuovi operatori».

                Inoltre, continua l’Autorità, per la Sisal, che nel 2003 ha fatturato 132,3 milioni di euro con un reddito netto pari a 14,5 milioni, si tratta del secondo rinnovo consecutivo (la concessione è stata rilasciata nel 1996), ma «il rapporto concessionario escludeva ogni ulteriore proroga una volta giunto alla sua scadenza definitiva prevista per il 31 marzo 2005».

                  «L’Autorità ritiene pertanto che l’affidamento in concessione del gioco del Superenalotto, senza il ricorso ad una procedura di evidenza pubblica, pregiudichi gravemente l’esplicarsi della concorrenza nel mercato dei giochi e delle scommesse e auspica che le autorità competenti provvedano a rimuovere gli ostacoli di ordine concorrenziale per il rilascio della concessione relativa alla gestione della raccolta del gioco».

                    La reazione della società, nata nel 1945 e retta da Giorgio Sandi, non si è fatta aspettare. La ragione dell’emissione del parere Antitrust sulla gestione della raccolta del Superenalotto da parte della Sisal non si comprende, scrive la società in una nota, «se non alla luce di una possibile non completa conoscenza dei presupposti del concesso prolungamento» nonché, come già evidenziato in una indagine sul settore da parte della stessa autorità da poco concluso e come fatto rilevare da Sisal ai giudici del tar, di «una non totale comprensione delle dinamiche concorrenziali e regolamentari del settore». Inoltre il rinnovo, continua la società, ha visto Monopoli e Sisal al centro di un «serrato contraddittorio», che ha portato la società ad «effettuare rinunce e sacrifici importanti a tutela delle entrate erariali ed a garanzia della propria sopravvivenza».