Anpi: il governo vuole cancellare la Resistenza?

01/09/2004


        mercoledì 1 settembre 2004

        LA FINANZIARIA TAGLIA I FONDI ALL’ ASSOCIAZIONE DEI PARTIGIANI. LEGGE DI AN: SOLDI AI REDUCI DI SALÒ
        Anpi: il governo vuole cancellare la Resistenza?

        ROMA

        SALVIAMO l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani dall’estinzione. Tagliandole i fondi con la nuova finanziaria si vuole cancellare dalla memoria la stessa Resistenza e i suoi valori fondanti della Costituzione, e impedire che si festeggi il prossimo 60° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La denuncia è partita dal presidente dell’Anpi Arrigo Boldrini, l’ormai 89enne partigiano Bulow, medaglia d’oro, che qualche giorno fa ha lanciato una sottoscrizione nazionale facendo appello «alla sensibilità di tutti gli antifascisti». L’«Unità» lo ha subito raccolto, trasformando le parole di Boldrini in un editoriale e facendo propria la raccolta di fondi fra i suoi lettori. E la mobilitazione si è allargata, caricandosi di toni battaglieri contro «le componenti più estremiste della maggioranza che vogliono stingere l’antifascismo in una sorta di reducismo», come afferma Luciano Violante.


        Dal capogruppo dei senatori della Quercia Gavino Angius al suo omologo di Montecitorio, dall’ex deputata democristiana ed ex partigiana «Gabriella» Tina Anselmi al presidente dei Comunisti Italiani Armando Cossutta, arrivano adesioni, lettere e sottoscrizioni, fino al consigliere del Pdci alla regione Lazio Alessio D’Amato che ha già preso l’iniziativa di sottrarre 365 euro – uno al giorno – dal prossimo stipendio ai colleghi del suo gruppo per devolverlo all’Anpi e invita coloro che siedono nei consigli regionali, provinciali e comunali di tutta Italia a fare altrettanto. E contributi assicurano pure i parlamentari Ds.


        Ma davvero si vuole far morire la storica associazione nata nel 1944, quando era ancora in corso la guerra contro il nazifascismo, e che raccoglie gli ultimi sopravvissuti protagonisti di quella lotta, comunisti ma anche cattolici? Davvero si vuol sabotare il 60°della Liberazione? Boldrini ne è convinto e cita dei fatti. Il primo: non è stata approvata la legge per quell’anniversario e l’Anpi, oltre a promuovere la formazione di una coscienza civile e la collaborazione fra i popoli, finora si è dovuta accollare interamente l’impegno perchè quella data venga «celebrata degnamente in tutta Italia». Secondo: la maggioranza si propone praticamente di annullare il «modesto contributo» statale all’Anpi. La finanziaria prevede infatti di ridurlo del 55%, dopo che era già stato decurtato del 10% nel 2002, in vigenza di una legge triennale scaduta nel 2003 e non rinnovata.


        Dopo di che, il partigiano Bulow si ribella all’idea che invece a passare recentemente al Senato sia una legge di An che riconosce (anche economicamente) come «legittimi belligeranti» gli appartenenti al «cosidetto» esercito della Repubblica di Salò. «Un ente sorto per volontà del nazismo e alle sue dirette dipendenze, delle formazioni che che ebbero quasi esclusivamente una funzione antipartigiana, parteciparono a numerose efferrate stragi di civili e collaborarono alla deportazione di cittadini di religione ebraica», ricorda Boldrini. Come lui, anche Anselmi rifiuta la tesi «i morti sono tutti uguali» e stupisce per «questo desiderio di cancellare la storia». Secondo Cossutta – che mette in guardia chi a sinistra ha accettato di aprire al revisionismo storico – «è questo il palese disegno del Governo». E Violante, scrivendo a Boldrini, gli promette una battaglia del suo gruppo in Parlamento.


        [m.g.b.]