Angem, Esito incontro 09/01/2013

Si è tenuto, in data 09/01/2013 l’incontro richiesto da Angem a seguito della proclamazione dello stato di agitazione nazionale da parte di Filcams, Fisascat e Uiltucs in risposta alla disdetta del CCNL Turismo dalla stessa inviata contestualmente alla comunicazione dello scioglimento del vincolo associativo con Fipe Confcommercio.

L’associazione datoriale ci ha proposto la sottoscrizione di un Protocollo per la disciplina dei rapporti di lavoro nella ristorazione collettiva e di gestione delle relazioni sindacali che in sostanza scambiava l’impegno all’applicazione del CCNL Turismo fino al 30 aprile p.v. (e non oltre) con il pieno riconoscimento di Angem come unica controparte rappresentativa della ristorazione collettiva, per la sigla di un eventuale futuro CCNL di settore.

Il protocollo prevedeva, oltre che l’insediamento di una commissione col compito di approfondire le problematiche del comparto, anche clausole che, se sottoscritte, avrebbero sancito la nostra condivisione alle motivazioni politiche e giuridiche avanzate a sostegno del grave atto unilaterale compiuto nell’agosto 2012.

Tale accordo si sarebbe dovuto confezionare in un contesto generale di grande incertezza, rispetto al reale ruolo delle Centrali Cooperative che, secondo Angem, sosterrebbero e sponsorizzerebbero l’operazione senza esporsi in maniera diretta, e viziato dalle inevitabili implicazioni politiche derivanti dal “divorzio” con Fipe.

Nel rigettare l’impianto complessivo della proposta, abbiamo comunque tentato la via della mediazione avanzando l’idea della sigla di un verbale di incontro che contenesse pochi e chiari affidamenti, tra cui, l’impegno di Angem ad applicare integralmente il CCNL fino alla data del suo rinnovo, e l’attivazione immediata di un tavolo negoziale finalizzato a produrre soluzioni mirate che, avrebbero potuto trovare adeguata cittadinanza nel rinnovo del CCNL Turismo.

Di fronte all’indisponibilità della controparte, si è deciso comunque di proseguire il confronto in sede tecnica per approfondire le molteplici problematicità derivanti dalla crisi del settore a partire dalle ricadute occupazionali che esse stanno già procurando.

Stante la precarietà del dialogo avviatosi e la scarsa trasparenza delle reali intenzioni di Angem, che ha dimostrato ancora una volta una posizione confusa e non facilmente interpretabile, rimane confermato lo stato di agitazione nazionale che dovrà prevedere una intensificazione delle iniziative di mobilitazione territoriali. Verranno nel frattempo operati tutti i necessari passaggi per comprendere il posizionamento di Cir e Camst in questa delicata partita.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Cristian Sesena Elisa Camellini