Angeletti: sconfitta la campagna di bugie

24/07/2002



Mercoledí 24 Luglio 2002

Via libera del comitato centrale della Uil alla firma del Patto per l’Italia: su 149 solo due no e un astenuto
Angeletti: sconfitta la campagna di bugie
ROMA – Via libera del comitato centrale della Uil al Patto per l’Italia. Solo «due voti contrari e un astenuto – commenta trionfante Angeletti – su 149 componenti». Il sì è arrivato «al termine di due settimane di consultazioni. A votare «no» all’accordo siglato il 5 luglio con il Governo sono stati il segretario Uil di Bolzano, Cristian Troger, e il segretario della Uil commercio di Milano, Giovanni Gazzo, astenuta Graziana Delpierre, componente della segreteria nazionale della Uil pensionati. Ormai, dice il numero due dell’organizzazione, Adriano Musi, «siamo pronti a firmare, il Governo stabilirà quando e come». Il voto segue due settimane di consultazioni con la base della Uil. «Abbiamo dovuto contrastare una campagna di mistificazioni, se non di bugie, dette dopo l’accordo», ha commentato Angeletti riferendosi alla Cgil "rea" di aver diffuso informazioni non corrette come «il patto lede i diritti, c’è un rapporto tra patto e Dpef». Tutto falso per il numero uno della Uil: «Nessun lavoratore, neanche uno, ha avuto una diminuzione, fosse anche modestissima, dei diritti e delle tutele visto che la sperimentazione del nuovo articolo 18 riguarda i lavoratori che non hanno la legge 300, è difficile dire che si può togliere qualcosa a chi non ce l’ha. Se la deroga funzionerà e le imprese cresceranno si produrrà una nuova estensione delle tutele». Non è mancato il nuovo attacco di Angeletti al Dpef e, soprattutto, al tasso di inflazione programmata. «Il Patto siglato con il Governo non contempla né formalmente né sostanzialmente alcuna condivisione del Dpef». Insomma, l’autunno caldo incombe. «A settembre si aprirà una questione salariale», ha detto Angeletti, che non si sente vincolato dal tasso di inflazione 2003 fissato dal Governo. Un giudizio che accomuna la Uil alla Cisl e alla Cgil e che apre la campagna sui rinnovi contrattuali, in prima linea quello dei meccanici. Il tasso d’inflazione che l’Esecutivo ha stimato nell’1,4% per il prossimo anno, per il leader della Uil non è realistico e per sapere «quale sarà l’inflazione ragionevolmente presumibile nel 2003» occorrerà attendere «qualche mese». Questo però non vuol dire non rispettare l’accordo del luglio, come invece afferma Confindustria. «È un fatto scontato – replica Angeletti – l’opposizione della Confindustria alla nostra scelta di non sentirci vincolati al rispetto del tasso di inflazione programmata. Quello degli industriali è un vero interesse di parte che non ha nulla a che fare con il bene dell’economia italiana. Rispettare l’intesa sulla politica dei redditi del’93 significa mantenere una coerenza tra la politica contrattuale e gli obiettivi concertativi, che in questo momento sono la crescita economica e la buona occupazione». Intanto continua la "sponda" politica tra sindacati e partiti. Per il segretario confederale Cisl, Pierpaolo Baretta, l’incontro di lunedì con l’opposizione non è stato sfruttato in pieno mentre «l’Ulivo dovrebbe costruire un rapporto diretto, autonomo e bilaterale con la Cisl che ha subito critiche e sospetti ingiustificati».
R.R.