Angeletti: rinnovi contrattuali al 2%

10/01/2003

            10 gennaio 2003

            Il 20 parte la trattativa per i metalmeccanici
            Angeletti: rinnovi contrattuali al 2%

            ROMA. Il nodo dei contratti e il problema
            degli aumenti restano al centro
            del dibattito sindacale. A scendere in
            campo è Luigi Angeletti che ha lanciato
            la proposta di rinnovare gli accordi
            in scadenza «prendendo a riferimento
            non l’inflazione programmata, che non
            è realistica, ma quella prevedibile per il
            2003 che la stessa Ue indica nel 2%».
            Il leader della Uil si dichiara disponibile
            a una verifica dell’accordo del ’93
            sul costo del lavoro.
            Intanto è ai nastri di partenza la trattativa
            dei metalmeccanici, la vertenza più
            "sentita" della stagione.
            Federmeccanica ha, infatti, convocato
            per il 20 gennaio Fim, Fiom e Uilm
            che si presenteranno, al primo appuntamento,
            con tre piattaforme separate. Il tavolo iniziale
            sarà dunque unitario.
            Nei giorni scorsi Federmeccanica aveva
            ribadito la disponibilità a trattare soltanto sulla
            base dell’inflazione programmata per il 2003
            e 2004. E proprio sulle polemiche legate
            all’andamento dell’inflazione, il segretario
            generale della Uil avverte che le richieste
            contenute nelle piattaforme sindacali
            sono fatte in anticipo e non a consuntivo:
            «E poi —aggiunge — noi non abbiamo
            la palla di vetro».
            Che cosa fare allora? «L’inflazione
            programmata non è realistica e quella più
            realistica, non solo della Ue ma di molti
            istituti economici, indica il 2 per cento, e
            noi ci atterremo a quella». Angeletti nega
            di voler fare qualche sconto rispetto a
            chi, nel sindacato, vorrebbere giocare al
            rialzo: «Non è un problema di sconti, è
            un problema di essere realistici».
            Angeletti accoglie anche l’invito del
            leader della Cisl, Savino Pezzotta (si
            veda «Il Sole-24 Ore» dell’8 gennaio)
            per una verifica degli accordi del ’93
            sulla politica dei redditi («Tanto nel
            2003 andava fatta») e avanza una sua
            proposta di modifica del sistema contrattuale.
            «Noi siamo per due livelli: uno
            nazionale, ogni tre anni, per salvaguardare
            il salario reale di tutti i lavoratori di
            qualunque parte d’Italia e di qualunque
            azienda, e uno aziendale o territoriale da
            tenersi a metà dei rinnovi nazionali».
            Il segretario generale della Uil è intervenuto
            anche sui temi legati al Patto per
            l’Italia sottolineando di non vedere novità
            («A meno che non ci sia il referendum
            di Rifondazione comunista») nel
            calendario dei lavori politici sull’articolo
            18 ma non ha perso l’occasione per
            polemizzare con Silvio Berlusconi: «Ha
            riconosciuto che la delega che giace in
            Parlamento è acqua fresca: sono d’accordo,
            l’abbiamo accettata proprio per quel
            motivo». Angeletti aggiunge che
            «metodologicamente va bene» la proposta
            del ministro delle Politiche agricole, Gianni
            Alemanno, di estendere il Patto per l’Italia
            ad altre tematiche e di non essere
            preoccupato di un ulteriore irrigidimento
            della Cgil: «Potremmo aprire una
            discussione nel merito. Ci sono tanti
            temi. Ecco, ad esempio a come tenere
            sotto controllo i prezzi, potrebbe essere
            interessata anche la Cgil»