Angeletti: la Cgil spera in una rottura tra noi e l’esecutivo. Sbaglia

12/06/2002





Angeletti: la Cgil spera in una rottura tra noi e l’esecutivo. Sbaglia

«La divisione esiste. Noi siamo sempre pronti alla mediazione ma senza ricevere ultimatum»

      ROMA – «Probabilmente la Cgil nutre una grande fiducia nel fatto che noi facciamo un accordo…». Luigi Angeletti risponde così ironicamente al numero due della Cgil, Guglielmo Epifani, che si è augurato la partecipazione di Cisl e Uil al nuovo sciopero generale indetto oggi contro la politica del governo sul lavoro. «Lo sciopero – afferma il segretario generale della Uil – parte dal presupposto che la trattativa fallisca e ci si trovi in autunno di fronte a un disegno di legge che modificherà l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Ma non sarà così. Il nostro obiettivo è che le tutele previste dall’articolo 18 vengano mantenute esattamente così come sono, per oggi e per domani. Noi vogliamo fare un accordo che conservi definitivamente questo diritto». Ma se c’è già una legge che prevede quei diritti, e voi non accettate di toccarli, che ragione c’è di fare un nuovo accordo?
      «Il governo aveva presentato una delega che modificava il diritto al reintegro in azienda per i lavoratori licenziati senza giusta causa in alcune fattispecie. Ha poi stralciato queste norme, ma il rischio che vengano riproposte c’è sempre. L’unica garanzia che abbiamo è fare un’intesa con il governo che si impegni a non modificare l’articolo 18».

      Davvero lo crede possibile?

      «Credo che riusciremo a far sì che in tutte le aziende dove oggi si applica, l’articolo 18 continui ad applicarsi».

      Cambierà qualcosa nei rapporti con la Cgil quando Epifani sostituirà Cofferati?

      «Nella storia dei nostri rapporti si sono succeduti periodi di intese unitarie e di forti contrasti e divisioni. Oggi abbiamo un giudizio diverso su come affrontare certe questioni. Noi pensiamo che i sindacati esistono per fare intese. I sindacati che non trattano non esistono in natura».

      Ma le cose che vi dividono sono più di quelle che vi uniscono. Non è così?

      «Effettivamente ci sono stati fatti senza precedenti, come l’intesa sui contratti a termine, non sottoscritta dalla Cgil. E il contratto dei metalmeccanici senza la Cgil…»

      E ora il terzo accordo separato. Non vi spaventa?

      «Niente affatto. Siamo sempre disposti a fare mediazioni con la Cgil e la Cisl, per trovare punti comuni. Ma senza ultimatum. Così come la Cgil ha innovato la storia del movimento sindacale proclamando per ben due volte uno sciopero generale da sola. I sindacati italiani saranno sempre condannati a questo, fino a quando non si stabiliscano regole che nei momenti cruciali evitino la scelta sempre fra la paralisi e la decisione. Regole, per esempio, per cui si accetta di essere messi in minoranza».

      S. Riz