Angeletti a Cisl e Cgil: “Rifacciamo fronte comune”

08/11/2002


 
VENERDÌ, 08 NOVEMBRE 2002
 
Pagina 3 – Economia
 
La crisi della Fiat cambia il quadro sindacale.
Lunedì incontro tra i tre leader
 
Angeletti a Cisl e Cgil: "Rifacciamo fronte comune"
 
 
 
 
LUISA GRION

ROMA – Il caso Fiat ha fatto il miracolo: si lavora per riattaccare i cocci rotti dell´unità sindacale. Di fronte alla gravità dei conti dell´azienda di Torino e al pericolo occupazione Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di mettere da parte le divisioni e i rancori degli ultimi mesi. Via – almeno per il momento – alle polemiche sull´articolo 18, da dimenticare gli scontri sugli scioperi separati: bisogna ricostruire il fronte comune. La prima tappa del nuovo percorso è già fissata: lunedì prossimo Epifani, Pezzotta e Angeletti (e i tre leader del settore metalmeccanico) s´incontreranno per preparare le strategie future.
Che almeno sulla Fiat i tre stessero dicendo più o meno le stesse cose lo si era notato da un pezzo: c´era un «no» comune sul piano dell´azienda e un fronte compatto contro la chiusura di Termini Imerese e la spedizione delle lettere di cassa integrazione. Ora l´ammissione da parte del gruppo che per 4 mila dei quasi 8 mila lavoratori che lasceranno l´azienda non ci sarà garanzia di riassorbimento non ha fatto che rafforzare il fronte.
Ieri, il primo a rompere gli indugi è stato Luigi Angeletti: «Sulla vicenda Fiat – ha detto – non possono esserci divisioni. Tutto quello che è accaduto fino ad oggi rispetto a disarticolazioni e divisioni è storia del passato». Certo, specifica il leader della Uil, «molte differenze restano, ma l´aver capito che su un caso come quello della Fiat ci devono essere risposte unitarie è molto promettente per il futuro».
Messaggio colto da Epifani e Pezzotta. «Cgil, Cisl e Uil, di fronte alla grave situazione illustrataci dai vertici Fiat – ha detto il leader della Cgil – si sono dimostrate unite. Se sto alle cose dette penso che nei prossimi giorni dovremmo avere dei comportamenti consequenziali, anche nel decidere le forme di lotta». «Fra noi rimangono grosse differenze» ha precisato la Cisl, ammettendo però «che sulla Fiat c´è convergenza, ed è essenziale che ci sia».
Le intenzioni sono buone dunque, anche se sulla ritrovata armonia pesano come macigni le divisioni sui contratti e sul patto per l´Italia: lo sciopero solitario della Cgil in fondo è storia di pochi giorni fa. Ma questa volta, la partita è troppo grossa perché possa essere giocata da fronti separati. Ad «incollare» si cominicia già oggi, giornata di sciopero unitario – per tutte le categorie – a Termini Imerese, e si continua venerdì 15 novembre, quando ad incrociare le braccia saranno tutti i metalmeccanici d´Italia.