Ancora scontro sulla delega-pensioni

31/01/2002





Ancora scontro sulla delega-pensioni
Maroni rassicura: la copertura c’�
ROMA – � ancora battaglia tra sindacati e Governo sulla delega-pensioni. Ieri, nel corso di un’audizione alla commissione Lavoro della Camera, la Cgil � tornata all’attacco contro la decontribuzione affermando che il taglio di 3-5 punti di aliquota costerebbe a regime (nel 2035) oltre 21,1 miliardi di euro. La Cisl si mostrata invece un po’ pi� morbida: ha ribadito la piena disponibilit� al dialogo e ha invitato il Governo a concordare gli emendamenti sulla previdenza, chiedendo comunque che il taglio ai contributi venga trasformato in una fiscalizzazione del costo del lavoro. Immediata la replica del ministro Roberto Maroni: la copertura � garantita perch� la decontribuzione di 3-5 punti sui neo-assunti sar� �ampiamente� compensata dall’aumento del 4% dei contributi �sull’enorme platea� dei �co.co.co.�. E a "promuovere" la delega � stato il presidente di Confcommercio, Sergio Bill�: �L’impianto e condivisibile�. Critico invece, il presidente di Confeserecenti, Marco Venturi, secondo cui con questo tipo di decontribuzione, che non convince neppure Cisal e Ugl, �non ci sarebbe alcun vantaggio per le aziende del Sud. E aggiunge: sarebbe pi� efficace la riduzione di un 1% non solo sui neo-assunti ma su tutti i dipendenti. Intanto L’Enpaia, l’Ente nazionale dei lavoratori agricoli, si candida a gestire il fondo complementare di categoria "aprovando" il piano del sottosegretario al Welfare, Alberto Brambilla, per le casse privatizzate. che, secondo il ministro dell’Agricoltura, Gianni Alemanno, dovrebbero tutte poter gestire la previdenza integrativa. "Botta e risposta" tra i sindacati e Maroni. Maroni ha accusato la Cgil di avere un atteggiamento pregiudiziale su tutto: �Anche l’aumento a 516 euro mensili delle pensioni basse – ha sottolineato – non andava bene�. Il ministro ha poi ribadito che la copertura della delega previdenziale � certa. Ieri alla commissione Lavoro della Camera, dove � cominciata una tornata di audizioni che continuer� oggi, il responsabile della politiche sociali della Cgil, Beniamino Lapadula, ha definito �altamente improbabili� gli effetti di contenimento della spesa previdenziale ipotizzati dal Governo e ha attaccato la decontribuzione. Per la Cgil sarebbe necessario ridurre il cuneo fiscale e contributivo sul lavoro, completando la fiscalizzazione degli oneri impropri, pari a quasi 3 miliardi di euro, decisa dal patto di Natale del ’98. La Cisl, pur ribadendo le critiche alla delega, ha confermato la disponibilit� al dialogo: �Se Maroni ci convocasse come ha promesso – ha detto Pier Paolo Baretta – potremmo concordare gli emendamenti da presentare�. Per la Cisl serve una correzione sostanziale della delega, a cominciare dalla sostituzione della decontribuzione con una fiscalizzazione del costo del lavoro e dall’eliminazione dell’obbligo di licenziamento per i lavoratore intenzionato a proseguire l’attivit� usufruendo degli incentivi. Secondo Baretta, che si � detto pronto a proseguire il confronto anche sul riordino degli enti previdenziali, occorrerebbe anche eliminare l’equiparazione tra fondi pensione chiusi e aperti. Bill�: la delega � �ok�. La delega �� condivisibile, non ha introdotto inasprimenti contributivi o tagli alle prestazioni che avrebbero creato un’inutile situazione di contrapposizione tra settori produttivi�: � quanto ha detto alla commissione Lavoro Bill�. Alemanno: anche gli "agricoli" avranno un fondo pensione. Il ministro Alemanno ha garantito che anche il settore agricolo beneficer� della previdenza integrativa. E ha aggiunto: �Tutte le casse privatizzate potranno gestire i fondi pensione�. Il primo a candidarsi � stato l’Enpaia, che si dichiarata favorevole al piano-Brambilla.
Marco Rogari

Gioved� 31 Gennaio 2002