Ancora scontro sugli ammortizzatori

20/12/2002

              Venerdí 20 Dicembre 2002


              CONTI PUBBLICI


              Ancora scontro sugli ammortizzatori

              La Cisl: se si cambia vanno sentite le parti – Anche Confartigianato in trincea

              N.P.


              ROMA – Il ministro del Welfare cerca di rassicurare i sindacati: il patto per l’Italia sarà rispettato. E anche se una parte delle risorse, circa 700 milioni di euro, stanziati in Finanziaria, saranno dirottati sulla crisi Fiat e dell’indotto, i finanziamenti saranno sufficienti per realizzare la riforma degli ammortizzatori sociali, come previsto dall’intesa di luglio. Ma le parole di Maroni, pronunciate nella conferenza stampa di fine anno, non convincono il leader della Cisl, Savino Pezzotta. E nemmeno la Confartigianato, che protesta per la scelta del Governo. «Se si vuole cambiare ciò che è stato concordato, si devono convocare le parti, spiegare le ragioni. Agire unilateralmente va contro ogni criterio di concertazione e pertanto è inaccettabile», ha detto ieri il leader della Cisl. Maroni ieri, annunciando le riforme per il 2003, ha dato una spiegazione: la riforma degli ammortizzatori prenderà il via all’inizio del prossimo anno, dopo che il Senato avrà dato il via libero definitivo alla riforma del mercato del lavoro contenuta nel ddl 848, chiamata da Maroni la "riforma Biagi". «Se tutto andrà bene, il nuovo modello di ammortizzatori sociali sarà pronto prima dell’estate del prossimo anno. E quindi si potrà partire da settembre in poi», ha spiegato il ministro, aggiungendo che invece per il 2004 e il 2005 serviranno tutti i fondi stanziati. «È una posizione che il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha dimostrato di avere ban capito», ha sottolineato il ministro del Welfare, rimarcando la differenza con Pezzotta. Ma il leader della Cisl appare irremovibile: «nel patto per l’Italia c’è scritto che il Governo garantirà la copertura di almeno 700 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali. Per noi il patto è importante e saremo rigorosi nell’applicazione», ha insistito Pezzotta. Un nuovo motivo di attrito con il Governo, che si aggiunge all’ultima vicenda della vertenza Fiat. Maroni, comunque, ha fissato un calendario di interventi sul lavoro: a gennaio sarà approvato l’848, ed entro giugno dovrebbero essere pronti i decreti delegati per la sua applicazione. Subito dopo, sarà la volta dell’848bis, cioè la norma che contiene sia la modifica dell’articolo 18 sia quella dell’indennità di disoccupazione. Quest’ultima, come ha confermato Maroni, sarà portata da sei a dodici mesi. E le risorse, ha assicurato il ministro, saranno sufficienti. Entro gennaio sarà presentato alle parti sociali anche il libro bianco sul Welfare, oltre a un rapporto sugli anziani.