Ancora aggressioni alle sedi della Cisl

20/05/2003



              20/5/2003

              OGGI PEZZOTTA INCONTRERÀ IL MINISTRO DELL’INTERNO PISANU
              Ancora aggressioni alle sedi della Cisl
              Infrante a sassate le vetrate di una sezione vicino a Reggio Emilia Venerdì a un delegato in fabbrica erano state tirat

              ROMA
              La Cisl si sente sempre più nel mirino, e il segretario generale Savino Pezzotta chiede al ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu un rafforzamento delle misure di sicurezza per le sedi della confederazione. Ieri, nuovi fatti hanno aumentato la già notevole preoccupazione. Il più grave è la formale rivendicazione da parte dei Nuclei Proletari per il comunismo dell’attentato di mercoledì scorso alla sede regionale della Cisl di Cagliari. Di natura diversa, ma non meno allarmante, due episodi avvenuti nei giorni scorsi in Emilia.

              A Montecchio (Reggio Emilia) nella notte tra venerdì e sabato dei giovani avrebbero lanciato sassi contro la vetrata della sede cislina della cittadina. E a Castellarano (Modena), sempre la scorsa settimana un delegato aziendale Cisl, dopo un alterco con i suoi omologhi Cgil, sarebbe stato fatto oggetto (senza gravi conseguenze) del lancio di alcune mattonelle.
              Vicende diverse, spiegano in casa Cisl. Nel primo caso si tratta di terrorismo vero e proprio. Il secondo episodio, almeno inizialmente, era stato giudicato una «ragazzata», ma al terzo lancio di sassi (che ha seriamente danneggiato un vetro antisfondamento) qualche interrogativo sorge. La terza vicenda si inquadra nel conflitto che oppone i militanti di base Cgil ai cislini. «Non si può paragonare chi fischia o strappa i volantini dalle bacheche sindacali con chi mette le bombe – dicono in Via Po – ma non c’è dubbio che queste forme di contestazione violenta da parte di “teste calde” più o meno organizzate creano un clima più favorevole ad azioni terroristiche».
              Il documento fatto pervenire dai Nuclei proletari per il comunismo a due quotidiani sardi – una rivendicazione all’esame degli investigatori, ma ritenuta attendibile – è contenuto in due buste che appaiono dello stesso tipo di quelle contenenti proiettili e minacce giunte tra dicembre e gennaio a esponenti politici, sindacali, e confindustriali. Le lettere sono giunte proprio nel giorno in cui i sindacati avevano indetto uno sciopero di protesta regionale di 15 minuti. In Emilia, invece, sono stati due gli episodi di intimidazione e di vandalismo denunciati ieri dalla Cisl regionale, che in una nota parla di una «escalation di violenze» che costringe il sindacato a «muoversi come in un fortino assediato».
              A Montecchio, in tre occasioni dei giovani hanno lanciato nella notte sassi contro la sede cittadina. E la scorsa settimana in un’azienda ceramica di Castellarano dei delegati di fabbrica Cgil avevano strappato dalla bacheca Cisl la fotocopia dell’intervista di Sergio Cofferati in cui l’ex leader Cgil annunciava l’astensione al referendum sull’art.18.
              Il delegato Cisl si sarebbe aspramente lamentato con i cigiellini, tanto più che a quanto pare i volantini Cisl vengono sistematicamente strappati; ne è seguita una animata discussione, e successivamente al cislino sarebbero state lanciate addosso alcune piastrelle.
              Ce n’è quanto basta perché ieri il leader Cisl Savino Pezzotta chiedesse formalmente un incontro al ministro dell’Interno Pisanu, «per esprimere tutta la grande preoccupazione di fronte al ripetersi di questi atti violenti ed intimidatori. Ora si sta passando il segno, ma la Cisl – si legge in una nota della segreteria – non ha paura e continuerà a battersi con forza e determinazione per le sue proposte sindacali riformiste».
              L’incontro ci sarà stamattina, e a Pisanu, Pezzotta chiederà un deciso rafforzamento della vigilanza davanti alle sedi della sua organizzazione. Il leader cislino ha comunque espresso particolare apprezzamento per l’iniziativa di ieri del vertice della Cgil, che ha chiamato a Roma – strigliandoli duramente – i dirigenti della Camera del Lavoro di Lucca, città dove l’8 maggio Pezzotta fu contestato da alcuni lavoratori della Perini iscritti alla Fiom. «Ferma condanna dell’episodio», dice la Cgil; se ne riparlerà a giugno a Lucca, e ci sarà un’assemblea anche con i lavoratori della Perini. Del (pessimo) clima che c’è nei luoghi di lavoro e tra i militanti di base delle tre confederazioni Epifani, Pezzotta e Angeletti (che oggi commemoreranno il quarto anniversario dell’assassinio di Massimo D’Antona) ne discuteranno in separata sede tra qualche giorno: il chiarimento sarà a Praga, a margine del congresso dei sindacati europei.

              Roberto Giovannini