Ancona. I consumi sono in calo e lo Sma taglia

23/12/2004

    Mercoledì 22 Dicembre 2004

      Osimo. L’azienda: «Oggi le promozioni sono l’arma vincente ma prezzi più bassi impongono costi più bassi»
      I consumi sono in calo e lo Sma taglia
      Crollano le vendite degli alimentari, il colosso riduce le spese per il personale

        di MARIA PAOLA CANCELLIERI

        OSIMO – Calano i consumi nel settore alimentare, si assottigliano i margini di profitto dei colossi della grande distribuzione che corrono ai ripari con piani di riorganizzazione e riassetto del personale. Una preoccupazione diffusa che sotto il vento di recessione che soffia da tempo sul settore e quello della concorrenza più pressante su alcune aree strategiche come la piazza di Ancona, ha costretto il gruppo Sma spa con sede all’Aspio ad una contrazione dei costi del personale. Le trattative con i sindacati per il parziale progetto di riconversione dei dipendenti in esubero si chiuderanno probabilmente domani. Sono 10 mila in Italia e oltre 1000 nelle Marche i dipendenti della Sma-Rinascente. La sede dell’Aspio è quartiere generale della società nel centro Italia (Lazio escluso) ed è seconda solo alla casa-madre di Milano. Il campanello di allarme si è acceso già nel 2003: le vendite distribuite tra i 7 supermercati a insegna Sma e i 10 Cityper sparsi per la regione nel settore “food” segnano una flessione media del 2-3% (quella nazionale è del 5%) che ha imposto nel 2004 all’azienda di ritoccare i costi fissi con un riassetto del personale amministrativo e di quello addetto al deposito. In parte da licenziare, in parte da ricollocare dalla sede ex Migliarini ai punti vendita di Osimo, Jesi, Castelferretti e Loreto. Il 17 dicembre è stato chiuso il primo tavolo di concertazione per i dipendenti del deposito: su 160 unità, l’azienda aveva inzialmente individuato 30 esuberi. Alle fine il numero è sceso a 10. Di questi, 8 sono risultati non idonei e 2 continueranno a lavorare, mantenendo livelli restributivi e mansioni, nei punti vendita secondo una procedura di mobilità interna. Giovedì Selena Soleggiati, segretario regionale Fisascat Cisl, e Claudio Di Pietro, segretario regionale Filcams Cgil, contano di siglare l’accordo con la Sma per gli amministrativi.

        Tra i 145 dipendenti della sede di Osimo l’azienda segnala un surplus di 16 posizioni, di cui 7-8 forse 10, saranno impiegati ai box informazioni dei supermercati, 3-4 resteranno realmente fuori. «L’obiettivo perseguito è stato quello di evitare licenziamenti drastici, delocalizzazione e depotenziamento dell’azienda sul territorio osimano che avrebbero prodotto gravi ripercussioni – spiegano Di Pietro e la Soleggiati -. Perciò la trattativa ha richiesto un mese di incontri con l’azienda». L’esigenza è stata anche quella di «evitare disagio ai nostri collaboratori – aggiunge Alberto Vannucci, responsabile delle risorse umane della Sma Spa – Questo piano dai risvolti minimi era inevitabile. Oggi il “primo prezzo” e le promozioni stanno diventando l’arma vincente della grande distribuzione. Ma prezzi più bassi impongono costi più bassi. Su 140 persone stiamo lavorando con i sindacati su una decina di posizioni. La società continuerà ad investire su questo territorio considerato strategico.

        Nel 2005 apriremo 4 nuovi punti vendita nelle Marche. Ci sono trattative per spostare il Cityper di Osimo e per la nuova sede di Ascoli in partneship con Migliarini». E ad una vertenza chiusa se ne aprono altre per i sindacati nel settore dei locali pubblici, dove la crisi dei consumi esige meno personale di servizio.