Ancona. Con l’estate ecco la guerra delle saracinesche

24/05/2006

          marted� 23 maggio 2006

          Pagina -Regione Marche

          Ma nel mirino finisce anche il passaggio che permette aperture in base ad eventi speciali

            Con l’estate ecco la guerra delle saracinesche

              I sindacati dicono “no” alle 35 deroghe domenicali consentite dalla legge. Il 27 tutti in piazza

                ANCONA – Commercio: con l’estate alle porte si riapre la questione delle deroghe e, ancora una volta, sotto accusa finisce la legge regionale. A dare battaglia sono i sindacati ma anche i commercianti. La richiesta? Una revisione di quel complesso di norme che fissa 24 deroghe sul territorio cui si sommano altre 4 stabilite dalla Conferenza di bacino (Comuni) pi� altre 7 per aree di confine, centri storici, comuni montani inseriti o nei parchi o nelle aree protette e, infine, per localit� sul lungomare. Ma nel mirino � anche il comma 4 dell’articolo 1 della famigerata legge, che concede deroghe off limits a qualsiasi comune la richieda in base ad eventi speciali.

                Ma il dito � puntato soprattutto sulle zone di confine e cio� Pesaro, ma in particolare San Benedetto. Con Pesaro c’� il problema dell’Emilia Romagna e di Rimini in primo luogo (dove trionfano le deroghe totali), con San Benedetto c’� il dilemma con l’Abruzzo.

                Come sciogliere un impasse che si ripete ogni anno, puntuale come un orologio svizzero? Semplice, almeno per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil: ci vuole un contenimento delle aperture domenicali e festive. Un appello, con tanto di petizione, che sar� lanciato dalle cinque piazze cittadine sabato 27 con un’iniziativa dal titolo emblematico: “Negozi chiusi e spazi aperti da vivere”. Con questo slogan, i sindacati vogliono invitare gli amministratori a una approfondita riflessione sul tema. Un invito che assume un rilievo ancor pi� consistente se si pensa che le Marche, nella Conferenza Stato-Regioni, hanno il ruolo di coordinare proprio le politiche del settore.

                “La Regione ha generato squilibri fra comuni dello stesso territorio – tuonano i sindacati – differenziando il numero di deroghe alla chiusura nelle aree di confine ma cos� facendo si rischia provocare difficolt� competitive fra aree della stessa regione favorendo determinati operatori”.

                In una regione dove le aziende della grande distribuzione si moltiplicano come funghi con l’Ikea pronta a sbarcare ad agosto, i sindacati chiedono dunque una programmazione diversa. “Tra l’altro – fa sapere Claudio Di Pietro, segretario generale Filcams Cgil – ad oggi non esiste uno studio di settore e lo abbiamo chiesto alla Regione. Solo ad Ancona ci sono almeno 20 grandi aziende e sono tante rispetto alla popolazione”.

                Ma sul tappeto ci sono, naturalmente, anche le condizioni del lavoratori. “La domenica va retribuita di pi� – spiega Di Pietro – con una media del 50% ma molto spesso le assunzioni in questo settore vengono fatte a part time che include anche la domenica e cos� questa festivit� viene pagata come un normale giorno di lavoro senza la maggiorazione”. Di qui il senso dell’iniziativa del 27. Che viene applaudita anche da Confcommercio. Dice infatti il coordinatore regionale, Massimiliano Polacco: “In linea di massima siamo d’accordo – dichiara – questo � un problema annoso, specie per le aree di confine. Ma oggi la Regione ha un motivo in piu’ per definire una regolamentazione considerando il ruolo che ha assunto all’interno della Conferenza Stato-Regioni”.