Anche turismo e Tfr nel piano sviluppo

27/09/2004


            sabato 25 settembre 2004
            sezione: IN PRIMO PIANO – pag: 2

            Il provvedimento sarà varato a ottobre: tre aliquote fiscali e più ricerca

            Anche turismo e Tfr nel piano sviluppo
            Dal metodo Brown le risorse per tagliare le tasse Stretta sui mini Comuni

            DINO PESOLE

            ROMA • Uno o più provvedimenti, in arrivo a ottobre, dopo il varo della Finanziaria previsto per mercoledì prossimo, in cui di fatto il Governo intende condensare l’intera strategia di politica economica in direzione dello sviluppo: riforma fiscale, con le tre aliquote Ire (23, 33 e 39%), le nuove deduzioni concentrate sul nucleo familiare, lo sconto Irap per le imprese che investano in innovazione e ricerca; misure per la competitività, in cui confluirà la riforma degli incentivi, le agevolazioni per la banda larga, il diritto fallimentare, le norme a sostegno del turismo. E ancora, Tfr e fondi pensione.

            L’elenco degli interventi in cantiere è contenuto in un documento dal titolo «Credibilità, competitività, potere d’acquisto», che il titolare dell’Economia, Domenico Siniscalco ha illustrato ieri mattina in Consiglio dei ministri. Il problema principale, come finanziare i 6 miliardi di tagli fiscali, è affrontato da Siniscalco nella «slide» sul «meccanismo di aggiustamento»: la tesi è che con il «metodo del 2%», che prevede un tetto prefissato all’incremento della spesa 2005 rispetto al 2004, «viene superata la logica dei tagli. Nessuna voce di spesa è ridotta, ma è incrementata più dell’inflazione proframmaata». A parere di Siniscalco, l’applicazione del 2% nei prossimi anni consentirà «una continua riduzione del peso della spesa corrente rispetto al Pil», e libererà risorse «per ridurre ulteriormente la pressione fiscale e/o incrementare altre spese strategiche».

            Dunque, se ne desume che il taglio delle tasse (che potrebbe arrivare per decreto) dovrà essere finanziato in via prioritaria dai risparmi di spesa attesi dalla «nuova regola del 2 per cento». Per la tranche 2005, le ipotesi al momento sul tappeto prevedono il ricorso alla riforma degli incentivi, e probabilmente anche a parte delle maggiori entrate attese dall’«opera di manutenzione della base imponibile». Molto più arduo appare affidarsi all’ipotetico, futuro incremento dei consumi, propiziati dalla maggiore disponibilità di reddito (il «primo modulo» del 2003, pari a 5,5 miliardi, ha avuto effetti pressochè nulli sulla domanda).

            Per quel che riguarda le misure in arrivo a ottobre, il documento si limita per ora a elencare le aree di intervento: tasse, ricerca e innovazione, semplificazione e diritto fallimentare, attrazione investimenti, turismo, delocalizzazione, infrastrutture. Alla voce «altri provvedimenti per lo sviluppo», sono indicati Tfr e fondi pensione, risparmio. Il tutto partendo dalla premessa che gli interventi per rilanciare l’economia «devono essere condivisi in un disegno complessivo e integrato».

            Il tetto del 2% – ribadisce Siniscalco – si applica «a tutte le spese correnti», con l’esclusione delle pensioni e delle altre prestazioni sociali (che cresceranno del 3,9%), e degli investimenti fissi lordi (che cresceranno del 2,7%). La manutenzione della base imponibile garantirà un incremento del 3,5% delle entrate, mentre la componente di una tantum (7 miliardi sul totale di 24 dell’intera manovra), è da ascrivere unicamente a «dismissioni di attivi». Infine, il capitolo relativo al «potere d’acquisto», che – spiega Siniscalco – si fonda sul contenimento di costi, prezzi e tariffe, nonchè sulla riduzione del carico fiscale per le persone fisiche.

            Quanto alla Finanziaria vera e propria, siamo alle battute conclusive. Il Consiglio dei ministri è convocato per mercoledì alle 17,30, con la ripartizione nota: 7 miliardi di una tantum, 7 di risparmi, 3 di ulteriori tagli, 7 di interventi fiscali. L’ipotesi di tassare gli affitti delle seconde case con un’imposta sostitutiva del 12,5% (si veda «IlSole24Ore» di ieri), incontra il favore della Confedilizia («è una nostra vecchia richiesta», osserva il presidente Corrado Sforza Fogliani), e anche della Lega: «Potrebbe essere questa la soluzione, piuttosto che andare a stringere sugli studi di settore con interventi parziali e aumenti percentuali decisi a tavolino», commenta il sottosegretario all’Economia, Daniele Molgora.

            Stretta in arrivo infine per i piccoli comuni: finora esclusi dal Patto di stabilità interno, sarebbero chiamati a tener conto dei vincoli di bilancio previsti anche per i grandi municipi. Questa è almeno la richiesta avanzata dal sottosegretario al Tesoro, Giuseppe Vegas, all’Anci.