Anche Pezzotta punta sul referendum

29/11/2002



            29 novembre 2002

            Anche Pezzotta punta sul referendum

            La Cisl darà battaglia insieme a Cgil e Uil contro il piano della maggioranza


            ROMA – La Cisl si schiera sul referendum contro la devolution di Bossi. È stato il segretario generale, Savino Pezzotta, a dichiarare la netta contrarietà della sua organizzazione alla riforma costituzionale della maggioranza annunciando che «se il Parlamento approverà la legge, la Cisl è pronta a raccogliere le firme per il referendum abrogativo». Non solo la Cisl, anche la Cgil e la Uil hanno bocciato il testo della maggioranza e, nelle tre confederazioni, già si sta ragionando su iniziative comuni. A favore del referendum si è poi pronunciato anche il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Si sta creando, quindi, un’alleanza sociale preziosa per il Centro-sinistra, da cui è partita l’idea della battaglia referendaria in caso di approvazione del testo-Bossi. Ancora più preziosa perché da tempo non si vedevano schierate assieme opposizione politica e forze sociali: vanamente l’Ulivo ha cercato questo effetto sui temi del lavoro e dei diritti finendo però solo per subire i contraccolpi della frattura sindacale. L’appoggio sindacale, se tutto il Centro-sinistra sceglierà la via referendaria, potrebbe quindi aumentare le preoccupazioni di una maggioranza già perplessa. Così, il percorso della devolution diventa delicato non solo in Parlamento ma anche fuori. Se la Cgil già domani manifesta in piazza a Napoli contro le proposte del Governo su Mezzogiorno, Finanziaria e contro la riforma costituzionale della Lega (il corteo sarà aperto dall’inno di Mameli), la Cisl ieri ha annunciato un’iniziativa su Sud e Finanziaria per il 5 dicembre e, presto, anche contro la devoluzione. «Nei prossimi giorni organizzeremo manifestazioni sul territorio – ha detto Pezzotta -. È nostra convinzione che l’attuazione della devolution contenga grossi rischi ed è pensata per scardinare il nostro sistema di welfare. Ci dicono che sono solo dodici righe, ma questo basta e avanza. Si punta a modificare profondamente i principi cardine del nostro sistema sanitario, scolastico e della sicurezza, fondati sull’universalismo, sull’uguaglianza e sulla solidarietà. Spacciare tutto questo per federalismo è un falso ideologico». E a Pezzotta ieri ha risposto il relatore del testo Bossi (attualmente all’esame in Senato), Francesco D’Onofrio (Udc) ritenendo «necessario un chiarimento» con la Cisl. Il chiarimento forse sarà necessario anche con la Uil. Nei giorni scorsi infatti l’organizzazione di Luigi Angeletti aveva espresso le sue critiche al progetto Bossi, schierandosi contro un progetto che mette a rischio i diritti fondamentali dei cittadini, come quello alla salute e all’istruzione.
            LINA PALMERINI