Anche Pezzotta e Angeletti «costretti» alla linea dura

26/03/2002
La Stampa web





(Del 26/3/2002 Sezione: Interni Pag. 3)
Anche Pezzotta e Angeletti «costretti» alla linea dura
ROMA

È servito poco tempo ai dirigenti della Uil per decidere di appoggiare – dichiarando di non partecipare all´incontro previsto a Palazzo Chigi – la linea dura decisa da Cofferati e dalla Cgil dopo le accuse di Bossi, Martino e Sacconi. Un po´ più di tempo, invece, è stato necessario perché anche dalla Cisl arrivasse una decisione dello stesso tenore. Alla fine, però, la posizione del sindacato appare assai compatta, nonostante i dissensi delle scorse settimane. A questo punto, saltato l´appuntamento con Berlusconi, la rotta sembra stabilita: domani sera Cgil-Cisl-Uil organizzeranno in molte città fiaccolate contro il terrorismo, e al termine della manifestazione in programma a Roma i tre segretari generali si vedranno per concordare la data dello sciopero generale contro il governo. In casa Uil, come detto, non c´è voluto molto per concordare una replica veemente alle accuse formulate dal governo alla Cgil e al sindacato in generale, e per giudicare insufficiente la nota del governo. Adriano Musi, numero due della Uil, non mostra meraviglia per la reazione di Cofferati: «al posto della Cgil – dice – avremmo fatto esattamente la stessa cosa. Ma come si fa ad accusare il sindacato confederale di contiguità al terrorismo, di voler destabilizzare le regole costituzionali? Qui c´è solo una contestazione democratica di provvedimenti che non sono condivisi». Per Musi, il problema nasce in parte da «sciocchi protagonismi personali» di alcuni esponenti di governo, ma anche dal fatto che «molti ministri non si rendono conto che la campagna elettorale è finita, e che ora dovrebbero lavorare per tutti gli italiani. Governare non vuol dire comandare». E la manifestazione della Cgil non ha forse lasciato strascichi negativi nei rapporti unitari? «Ora l´auspicio – conclude Musi – è che a partire dal 27 il sindacato confederale ricominci a marciare unito, che la manifestazione del 23 sia stata l´ultima iniziativa non decisa insieme». A Via Po, nella sede della Cisl, il clima non è così sereno. Le critiche mosse informalmente da diversi dirigenti nei confronti del segretario generale Savino Pezzotta hanno reso più lenta e macchinosa la stesura della replica al governo. Il numero uno cislino – che nei giorni scorsi aveva tentato ancora, con pazienza ma senza il minimo successo, di ricucire un filo di dialogo con il governo – ha ribadito ai suoi di essere tutt´altro che «pacificato» nei confronti di Cofferati. Ma senza una «sponda», non ci sono alternative all´«adeguarsi» all´agenda stabilita dal leader della Cgil. Posizione che con motivazioni differenti non viene apprezzata né da chi (da «destra») vorrebbe più autonomia, né dalla «sinistra», che paventa al contrario una linea troppo subalterna al governo. I leader di Cgil-Cisl-Uil si vedranno domani sera al Campidoglio, per la manifestazione unitaria (cui aderiscono molte altre associazioni e partiti) contro il terrorismo: Cofferati, Pezzotta e Angeletti parleranno dal palco alla fine del corteo. La manifestazione non si annuncia per il momento particolarmente imponente: la macchina organizzativa Cgil è per forza di cose «esaurita», e le strutture di Cisl e Uil si stanno mettendo in moto solo in queste ore. Prudentemente, gli organizzatori hanno così deciso di rinunciare a Piazza del Popolo, e di optare per la più «raccolta» Piazza Navona.

r. gi.