“Anche lo sciopero generale se necessario”. Cofferati apre il Congresso Cgil

06/02/2002

mercoledì 6 febbraio 2002

“Anche lo sciopero generale se necessario”
Cofferati apre il Congresso Cgil

“Non ci anima alcuna pregiudiziale volontà di produrre artatamente tensioni sociali, come la nostra azione concreta, anche in queste ore, ha dimostrato” è il messaggio che i 1138 delegati del congresso hanno inviato al presidente Ciampi, definito “costruttore instancabile di coesione sociale”.

“Lei più di ogni altro – hanno scritto – sa che non può esservi coesione sociale se non nella certezza e nell’universalità dei diritti individuali e collettivi”. Questi valori “caratterizzano l’ampia mobilitazione, gli scioperi e le manifestazioni a cui abbiamo chiamato, accanto a Cisl e Uil, i lavoratori italiani, i pensionati, i giovani”.

Parole pacate per rivendicare la pienezza delle proprie posizioni, e con la stessa pacatezza, nella sua relazione, Sergio Cofferati ha detto che i sindacati sono pronti, se necessario, allo sciopero generale. Di fronte alle quattro deleghe che hanno “svuotato il negoziato sociale, sono convinto che in un quadro articolato di iniziative debba trovare collocazione anche lo sciopero generale”. Un quadro articolato di iniziative forti da definire “insieme a Cisl e Uil”.

Davanti “all’anomalia di rapporti mai così stretti e dipendenti” quali quelli che si sono ormai delinati tra il governo e la Confindustria; con “un governatore della Banca d’Italia costretto a ignorare tutto, realtà compresa, per non rivedere le mirabolanti previsioni sul boom economico del prossimo futuro del quale continuerà a parlarci”, il sindacato è pronto all’azione estrema.

“Quando vengono aggredite le fondamenta della nostra rappresentanza, appunto i diritti e la solidarietà – ha voluto ricordare Cofferati – la convergenza di giudizio e di azione”, il rinnovo di una unità che negli ultimi anni si era manifestata per mezzo di “una forte dialettica”, ridiventa possibile.

È un appello forte all’unità. “Ripartiamo dai valori comuni, dai tratti di comune identità, torniamo a discutere insieme del nostro possibile progetto unitario” dice Cofferati.

Sul fronte politico, Cofferati non accenna alle recenti polemiche interne all’Ulivo, né alle critiche lanciate da Nanni MOretti ai Ds. Tuttavia, richiama una sinistra che “non guarda con sufficiente attenzione al tema centrale del lavoro”.

“Non abbiamo mai creduto – dice Cofferati – di poter essere autosufficienti, sappiamo di aver bisogno di una rappresentanza politica forte per poter esercitare meglio le nostre funzioni. Per questo non cesseremo mai di chiedere alla politica e in particolare alla sinistra attenzione e rispetto”.