Anche la Cna in crisi sette licenziamenti

29/03/2011

VENEZIA— La crisi colpisce le fabbriche, le industrie e gli artigiani. Ed evidentemente anche le associazioni di categoria soffrono. Il presidente della Cna di Venezia Renato Fabbro infatti ha deciso di licenziare tra i sette e i nove dipendenti su una sessantina circa) per far fronte al calo di richieste per 730 e consulenze. E lo avrebbe deciso in fretta definendo la situazione «grave e improcrastinabile» , senza dare un’alternativa ai sindacati che rappresentano i lavoratori delle sei sedi degli artigiani (Venezia, Marghera, San Donà, Portogruaro, Chioggia e Mirano). «La Cna vuole procedere a un’immediata riduzione degli orari di lavoro e del personale e non ha preso in considerazione le nostre proposte per contenere i costi» , spiegano i rappresentanti sindacali della Filcams-Cgil, che dopo un mese di incontri tra febbraio e marzo hanno abbandonato il tavolo delle trattative, dove avevano proposto il ricorso al salario di solidarietà e alla cassa in deroga. A sentire i sindacati, inoltre, il presidente della Cna avrebbe individuato una serie di persone da licenziare senza tenere conto dello stato di servizio e di anzianità dei lavoratori. Fabbro ha fatto ricorso a metodi repressivi e ci sono state intimidazioni e minacce -si legge nella lettera delle Rsa degli artigiani diretta ai sindacati -siamo di fronte a modalità antisindacali anche perché i licenziamenti indicati dalla direzione della Cna sono del tutto discrezionali» .