Anche i precari hanno bisogno di un mutuo

18/03/2005
    venerdì 18 marzo 2005

      Indagine Censis: i giovani con un lavoro atipico non riescono a comprare casa. Sempre in salita i prezzi nel mercato del mattone
      Anche i precari hanno bisogno di un mutuo

        Laura Matteucci

          MILANO Giovani ma non più giovanissimi, tra i 26 e i 35 anni, lavorano ma sono precari, vivono ancora con mamma e papà. Vorrebbero comprare un appartamento, ma non hanno abbastanza soldi e non offrono, a giudizio delle banche, garanzie lavorative sufficienti per accendere un mutuo. D’altro canto, come rileva l’annuale indagine Nomisma, i prezzi delle case continuano a salire sia nelle 13 grandi aree urbane (+9,7%), sia nelle 13 città intermedie (+7,9%), e ancora di più degli affitti. Con Milano, Venezia e Roma in cima alla lista delle inaccessibili. E le previsioni per il 2005 sono ancora per un incremento «reale» dei prezzi del 2-3% nelle grandi città e di circa il 5% nelle medie.

            All’inizio del 2005 la media nazionale dei proprietari di case ha ormai superato l’81%, ma fra i giovani tra i 26 e i 35 anni, anche se occupati, e quindi economicamente indipendenti, la quota di chi vive in una casa di proprietà scende al 35,2%. La conferma arriva da una ricerca del Censis preparata per la Banca di Roma (lo scorso novembre ha lanciato il «Mutuo per i giovani», aperto anche a lavoratori atipici), che parla di un segmento di potenziale domanda abitativa di quasi 4 milioni di persone; fatti 100 i giovani che lavorano e che potrebbero acquistare un’abitazione, la maggioranza (56,7%) vive con i genitori, il 33,9% vive in affitto e il 9,4% sono giovani, in coppia (2,9%) o single (6,5%), che vivono in coabitazione.

              Da tener conto, inoltre, è il dato per cui i giovani con un lavoro atipico costituiscono il 21,5% del totale dei giovani occupati e che la quota è tendenzialmente cresciuta negli ultimi anni (nel 2001 era il 18,8%).

                L’insieme più rilevante dei proprietari è formata da giovani che vivono in coppia (oltre 1,8 milioni), cui si aggiunge una quota significativa di single (321mila). Al contrario, il fabbisogno abitativo di chi sta a cavallo dei trent’anni rappresenta circa il 65% di giovani che hanno semi-risolto, attraverso forme “flessibili” di lavoro, la prima fase di indipendenza personale e che ora, nonostante l’autonomia economica, non possono contare su un’abitazione propria.

                  I potenziali giovani acquirenti si concentrano prevalentemente nel nord-ovest (30,1%), in particolare in Lombardia (18,7%), ma fette consistenti si trovano anche al sud (28,1%), nel nord-est e nel centro (22% circa entrambe le aree).

                    E dal primo rapporto annuale Nomisma sul mercato immobiliare, intanto, risulta che nell’ultimo anno ha guadagnato di più chi ha investito in Borsa rispetto a chi ha investito direttamente in immobili, e le maggiori soddisfazioni sono andate a chi ha scelto le società immobiliari quotate. La Borsa ha offerto in media un rendimento del 20%, oltre ai dividendi, mentre il mattone un più modesto 15%.

                      L’immobiliare quotato, da Pirelli Re e Beni Stabili, da Aedes a Risanamento, è salito da inizio 2004 di oltre il 50%. Boom per i fondi immobiliari, cresciuti del 50% per numero nel 2004. E per il 2005 Nomisma stima che arriveranno a un valore intorno ai 15 miliardi di euro dai circa sei attuali.

                        Quanto ai prezzi degli immobili, dopo la lunga corsa degli ultimi sette anni (+65% dal 1997 al 2004 per le case nelle città più grandi e +45% nelle città di medie dimensioni), la crescita inizia a rallentare: il valore medio delle abitazioni è salito del 7,9% nelle 13 città intermedie e del 9,7% nelle più grandi. Il primato va a Milano e Roma, dove le abitazioni di pregio sono valutate attorno ai 18mila euro al metroquadro.

                          Qualche segno di affanno più evidente si trova nei tempi di compravendita e di locazione, che si allungano, e nell’aumento dello sconto sui prezzi originari richiesti dai venditori.