Anche i politici in campo per la vicenda Fnac

05/10/2012

«Incontrerò domani, l’amministratore delegato di Fnac Italia e con lui cercherò di capire lo stato reale della situazione». Anche la politica scende in campo per salvare il punto vendita Fnac di via Cappello: ieri il sindaco di Verona Flavio Tosi ha incontrato nel suo ufficio a Palazzo Barbieri una delegazione dei 55 dipendenti veronesi del gruppo francese che, con altri 550 colleghi dei negozi Fnac di tutta Italia, rischiano di perdere il posto di lavoro entro la fine dell’anno per il piano di ristrutturazione annunciato dall’azienda. «Nei giorni scorsi abbiamo chiesto un incontro al sindaco, che ci ha subito ricevuto», hanno spiegato i lavoratori all’uscita da Palazzo Barbieri, «non ci ha fatto promesse ma ci ha assicurato che quando vedrà Christophe Deshayes, amministratore delegato di Fnac Italia, cercherà di chiarire la situazione e di capire eventuali prospettive future». Deshayes negli ultimi giorni ha dato il via a una serie di incontri con le amministrazioni delle sette città italiane nelle quali sono presenti gli otto negozi Fnac (oltre a quello di Verona, due a Torino e poi Genova, Milano, Firenze, Roma e Napoli), «ma da quello che sappiamo dai nostri colleghi», sostiene Giorgio Falco della Filcams Cgil, «durante questi incontri l’ad non dice nulla più di quanto sappiamo da nove mesi: ossia che la Fnac sta cercando di vendere i negozi. Ma cosa ne sarà dei lavoratori se non si trovasse un acquirente? Questo non ce lo dice nessuno», afferma Falco, «e intanto mancano meno di tre mesi alla fine dell’anno: l’incertezza è la condizione peggiore per queste persone». Lo sciopero di domani, con un presidio davanti al negozio in via Cappello dalle 9.30 alle 12.30, è stato proclamato per evidenziare la gravità della situazione in cui vivono i lavoratori e per sollecitare l’azienda a fornire risposte e aprire un dialogo. Martedì sera, in un incontro del coordinamento nazionale dei sindacati, al quale ha partecipato anche Falco, sono state stabilite le modalità dello sciopero: nessuna manifestazione davanti alla sede milanese del Gruppo Ppr, che detiene tra gli altri i marchi Gucci e Bottega Veneta, ma presidi locali nelle sette città. A Verona, oltre al sit in che sarà organizzato davanti al punto vendita ce ne potrebbe essere un secondo, davanti a Palazzo Barbieri. «Abbiamo chiesto di poter incontrare anche noi l’amministratore delegato» dichiara Falco «siamo in attesa di una risposta».