Anche Cisl e Uil ne criticano i veti

18/04/2006
    sabato 15 aprile 2006

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      POLEMICHE - NUOVI CONTRASTI SULLA RIFORMA DEI CONTRATTI
      Bombassei: �Troppi no dalla Cgil�

        Anche Cisl e Uil ne criticano i veti

          Dalle parti di Alberto Bombassei non hanno dubbi: �La Cgil di Epifani � “prigioniera” della sua ala pi� oltranzista, quella fiommina. La battuta fatta al Riformista (“ogni volta che parla Cremaschi un’azienda italiana fugge all’estero”, ndr.) resta pi� che mai attuale�, spiegano i suoi. Certo, il vicepresidente di Confindustria ieri ha scritto un articolo per il Corriere della Sera chiedendo un tavolo per discutere di un nuovo modello di relazioni industriali che sia �sempre pi� di tipo collaborativo e sempre meno conflittuale� ma anche per dire che trova �incomprensibile� la liquidazione �sbrigativa� delle proprie proposte da parte della Cgil, accusata di �porre solo veti�. Al riparto dai riflettori, gli uomini del “duro” Bombassei sono per�, se possibile, ancora pi� duri: �Epifani crede di poter giocare al gatto sornione, con noi. Cremaschi � un problema suo, non nostro ma se pensano, con l’avallo del nuovo governo, di cancellare la Biagi con il nostro silenzio sbagliano di grosso. Rutelli e Fassino hanno posizioni ben diverse, pi� moderate, ma noi abbiamo ricevuto un mandato chiaro dalla giunta di Confindustria e questo ha detto Bombassei a Ballar�. Il problema resta il benessere del Paese ma se le imprese fuggono all’estero non c’� dialogo che tiene�.

          A dire la verit�, ambienti vicini a Montezemolo giudicano lo stato dei rapporti con la Cgil con parole e valutazioni diverse e dal tono pi� soft: �Riduzione del cuneo fiscale contributivo, revisione dell’Irap, completamento e ammodernamento della Biagi per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali sono le nostre richieste al governo, per quanto riguarda le relazioni industriali siamo all’anno zero. Noi siamo sempre disponibili al confronto, dipende dai sindacati coglierlo ma francamente un innalzamento dei toni e della temperatura dello scontro non lo cogliamo. I giornali? Bisogna saperli leggere con calma e tra le righe, a partire dalla posizione di Rifondazione, che non parla pi� di “cancellare” la Biagi…�.

          La palla, in ogni caso, � di nuovo nella met� campo della Cgil, che si dice pronta a discutere di tutto tranne che di modello contrattuale, almeno fino a quando non ci sar� una proposta unitaria dei sindacati, ripeteva anche ieri la segretaria confederale Carla Cantone. Ma Cisl e Uil fremono a loro volta e mandano segnali poco concilianti. La materia, infatti, � stata discussa per mesi e la discussione � approdata a poco pi� della registrazione di un’impotenza, prima e dopo il congresso della Cgil. E se l’esponente diellino ed ex ministro del Lavoro Tiziano Treu fa subito sapere che il nuovo governo convocher� immediatamente le parti sociali su lavoro e fisco (�Il metodo della concertazione per noi � fondamentale: convocheremo un tavolo che si ponga innanzitutto il problema di sviluppo e competitivit�), il fronte sindacale rischia di spaccarsi di nuovo. Dopo i giudizi diversi sul futuro della Biagi (la Cgil chiede di cancellarla e/o superarla, Cisl e Uil solo di modificarla) i nodi si stringono anche sulla riforma del modello contrattuale. La Cisl, con il segretario generale aggiunto Baretta chiede di �parlare subito, parlare di tutto e parlare tra tutti� (con le impres, tra i sindacati e con il governo) mentre la Uil, sempre pi� dura, in questi giorni, con la Cgil, vuole che nessuno ponga o subisca veti. �Il prossimo governo non pu� prendre ordini dalla Cgil�, dice il segretario Angeletti. Si riferisce alla Biagi e non solo, forse: il timore diffuso nella Uil � �l’asse preferenziale� Prodi-Bertinotti cui la Cgil farebbe e far� da sponda. Nella Cisl, invece, � �l’iper-interventismo legislativo� del governo, con parti sociali costrette alla pura ratifica di decisioni non concertate n� tantomeno concertative. �Stile quello del governo Salvi-D’Alema contro cui restammo soli, a scioperare…�.

            In casa Cgil cercano di tenere la barra dritta, tra spinte e controspinte di segno opposto, dei radicali come dei riformisti. La Cantone fa notare, come gi� Epifani l’altro giorno, che �non si pu� affatto dire che le relazioni sindacali sono ferme. Firmiamo accordi ogni giorno e solo nell’ultimo mese sono stati rinnovati tre contratti nazionali�. Per il presidente dell’Ires Agostino Megale specie in momenti come questi serve �un grande senso di responsabilit� delle parti sociali sotto il segno dell’unit� sindacale e di un ritrovato spirito concertativo� ma un altro riformista storico, Aldo Amoretti, presidente dell’Inca, � pi� che scettico, sul punto: �Una vera neo-concertazione � impossibile, la mia organizzazione non � pronta e paga una finta unit�. Tutt’al pi� si faranno accordi parziali�. Accordicchi.