Anche al Cnel il sindacato si è spaccato

19/02/2002





Anche al Cnel il sindacato si � spaccato
ROMA – E sull’articolo 18 si spacca anche il Cnel. Divergenze tra sindacati e imprese e anche tra Cgil da una parte e Cisl-Uil dall’altra. Il parlamentino delle parti sociali, nonostante sia da sempre una sede "neutrale" e di naturale decantazione delle polemiche, ha preso atto della situazione di non-accordo e ha votato ieri mattina il parere sulla delega lavoro che il presidente del Senato, Marcello Pera, aveva chiesto il 24 gennaio. Un documento che ha dovuto registrare i veti contrapposti sul tema delicatissimo degli articoli 10 e 12 del Ddl delega in tema di licenziamenti. �Sull’articolo 18 – recita l’ultimo paragrafo del documento finale – il Cnel registra le posizioni diverse delle parti sociali, cos� come si sono pubblicamente espresse�. Cos� il Consiglio presieduto da Pietro Larizza, dopo tre settimane di incontri e discussioni interne, ha dovuto alla fine limitarsi a fotografare la situazione. �Il Senato – ha spiegato lo stesso Larizza, aprendo i lavori dell’Assemblea, a cui hanno partecipato anche i segretari di Cgil, Cisl e Uil Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti – ci ha chiesto formalmente un parere sulla legge delega in materia di mercato del lavoro e occupazione lo scorso 24 gennaio. Ma in un momento in cui c’� un aspro conflitto sociale in corso, siamo tutti consapevoli che al Cnel non si pu� produrre il miracolo. La sede del Cnel dovrebbe infatti superare un conflitto che � pubblico e dichiarato. Questo, peraltro, lo avevamo fatto presente anche al presidente del Senato, quando ci ha chiesto il parere�. Il parere del Cnel pone molti paletti anche alla devolution in tema di lavoro: la nozione di contratto e di rapporto di lavoro rientra nel codice civile quindi resta di competenza dello Stato, cos� come gli ammortizzatori sociali; sono appannaggio della legislazione concorrente invece i servizi all’impiego, le agenzie di mediazione, gli incentivi e la promozione di comissioni conciliative, nonch� il tema dell’igiene e della sicurezza sul lavoro. Importante per il Cnel sar� anche la riforma degli ammortizzatori sociali finalizzati a rilanciare la qualificazione e la formazione senza per� creare un appesantimento alle casse dello Stato o a quelle delle Regioni. Per quanto riguarda il credito d’imposta, a giudizio del Cnel, �si potrebbe prendere in considerazione la possibilit� di prevedere il superamento della temporaneit� anche introducendo criteri di maggiore qualificazione del meccanismo�.
R.R.

Marted� 19 Febbraio 2002