“Analisi” Vittoria dimezzata in attesa della «fase due»

18/12/2006
    sabato 16 dicembre 2006

      Pagina 5 – Primo Piano

        La Nota

          Una vittoria dimezzata
          in attesa della �fase due�

            (manca la firma per sciopero)

              La difesa della Finanziaria � stata puntuale e coraggiosa, anche se lievemente scontata. E la vicinanza di Romano Prodi alla sinistra di Tommaso Padoa-Schioppa ha confermato l’ asse di ferro fra il premier e il suo ministro dell’ Economia. Ma le circostanze hanno voluto che sul banco del governo sedessero soltanto loro, circondati da una fila di scranni vuoti. Quell’ immagine ha finito per alimentare le illazioni su un’ Unione tiepida con Prodi; e tentata di considerarlo leader di un governo nel quale la maggioranza si riconosce a intermittenza.

              Il voto di ieri sera al Senato, tuttavia, ha mostrato di nuovo la distanza tra velleit� di smarcamento e necessit� di sostenere Palazzo Chigi: anche se i segnali continuano a non essere rassicuranti. Ha colpito il �s� alla finanziaria dell’ ex capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi: un voto gonfio di riserve per il maxiemendamento proposto dal centrosinistra; e giustificato solo dall’ esigenza di evitare l’ esercizio provvisorio del bilancio. Ma alla fine l’ appoggio di cinque senatori a vita si � rivelato determinante per approvare la Finanziaria con 162 �s� e 157 �no�.

              � riemerso un focolaio di tensione tale, da indurre la Lega a chiedere che ai �grandi vecchi� sia negato il diritto voto. Ma il rigore e la seriet� rivendicati da Padoa-Schioppa, la sua sottolineatura di una Finanziaria trasparente, planano su una maggioranza inquieta anche per altre ragioni. Come motivo contingente, ieri, c’ era un comma che prevede la prescrizione dei reati contabili: una svista, se di questo si � trattato, come minimo imbarazzante. La maggioranza assicura che sar� cancellato al pi� presto. Deve placare i sarcasmi dell’ opposizione, e le minacce di dimissioni del ministro Antonio Di Pietro, ex pm di Mani pulite. Ma l’ episodio ha il guaio di inserirsi in uno sfondo di malumori dell’ opinione pubblica.

              �Nessuno dice mai la verit� alla gente. E la gente si arrabbia�, sostiene il viceministro dell’ Economia, il diessino Vincenzo Visco. Il problema � che questa precariet� alimenta attriti pi� politici, annidati nelle viscere dell’ Unione: soprattutto fra i Ds e l’ estrema sinistra. A prima vista, � un braccio di ferro sul livello di riformismo che il governo deve esprimere; e su chi detta le priorit� del programma insieme con il presidente del Consiglio. Ma il sospetto � che questa competizione nasconda un’ altra sfida, pi� cruenta: quella sui rapporti di forza nella sinistra.

              Si tratta di prospettive che toccano la creazione del Pd, la politica estera, i rapporti con il mondo economico e con le gerarchie cattoliche. Quando il Prc lancia un ultimatum contro la �fase due�, non si rivolge a Palazzo Chigi ma a Ds e Margherita. E il segretario diessino, Piero Fassino, ricambia proponendo un referendum per alzare l’ et� pensionabile: una provocazione, per l’ estrema sinistra. Il presidente del Consiglio, per�, li tratta come rumori di sottofondo. Prodi incassa il �s� del Senato e commenta: �Dovevamo cadere, e invece � andato tutto tranquillo, come sempre�. Ma sa che non � cos�; e che il 2007 probabilmente sar� perfino pi� difficile del 2006.