“Analisi” Sul «tesoretto» un nuovo rinvio (S.Lepri)

21/05/2007
    sabato 19 maggio 2007

    Pagina 5 – Primo Piano

    Analisi
    La coperta corta

      Sul “tesoretto”un nuovo rinvio

        STEFANO LEPRI

        I cinque punti annunciati da Romano Prodi ieri sera sono in sostanza quelli che c’erano anche prima, e per i quali i soldi non bastavano; ma il trucco è semplice, alcuni saranno realizzati nel 2007, altri nel 2008. Ed è probabile che gli statali abbiano i 101 euro di aumento richiesti. Nella breve conferenza stampa al termine del vertice di ieri a palazzo Chigi, il presidente del consiglio ha detto di aver convocato i sindacati «per una riunione dei prossimi giorni» ma i leader di Cgil Cisl e Uil, a Siviglia per il congresso della confederazione sindacale europea, non hanno ancora saputo nulla e comunque saranno fuori fino a giovedì.

        Urgente davvero era fare una proposta per il contratto degli statali: la cifra di 101 euro di aumento mensile dovrebbe essere raggiunta in cambio del passaggio del contratto da biennale a triennale; con l’incognita che ancora resta se le risorse messe a disposizione dalla legge finanziaria, 3,7 miliardi di euro siano davvero sufficienti, perché resta l’incertezza sul numero dei beneficiari. Il ministro della Pubblica amministrazione Luigi Nicolais, che al vertice non c’era, aggiunge di aver concordato con il collega dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa anche una più seria verifica della produttività e del merito.

        Per il resto, il governo ha preso tempo, alle porte del voto amministrativo di domenica prossima. Al Tesoro assicurano che non esistono nuovi conteggi sulle risorse rese disponibili dal surplus di gettito fiscale, oltre ai 2,5 miliardi già noti; esistono solo ipotesi, che andranno verificate con il gettito dell’autotassazione. Tommaso Padoa-Schioppa era entrato alla riunione di ieri sera con un messaggio preciso: se si spende oltre quei limiti, si dovranno rialzare le tasse l’anno prossimo.

        I cinque punti annunciati da Prodi abbracciano dunque sia la ripartizione del «tesoretto» 2007 che le scelte da indicare per il 2008 nel Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef). Questo è il motivo per cui ieri sera Prodi ha voluto sottolineare che il Dpef sarà approvato senz’altro a fine giugno, forse in una seduta del Consiglio dei ministri il 28, «forse qualche giorno prima, piuttosto che non qualche giorno dopo». Al 2006 certo finiranno gli sgravi all’Ici, tanto sollecitati dal vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli, dovrebbero essere rinviati al 2008. Rutelli non è soddisfatto; ma molti altri nel governo, a cominciare dall’altro vicepresidente del consiglio, Massimo D’Alema, non considerano l’Ici una priorità.

        Nella versione offerta ieri sera da Prodi, le 5 priorità sono «il sostegno delle pensioni basse, dei giovani precari e per gli ammortizzatori sociali; le infrastrutture; l’innovazione e la ricerca; il piano casa che discuteremo al prossimo Consiglio dei ministri o a quello ancora dopo; le politiche a sostegno della famiglie». Sembra certo che ci sarà la detassazione degli straordinari e degli incrementi di salario legati alla produttività, misura graditissima sia alla Confindustria sia ai sindacati.

        Il primo punto, pensioni più basse, indennità di disoccupazione al 60% del salario, e previdenza migliorata per i precari con recupero dei periodi di disoccupazione, non è nient’altro che la contropartita ai sindacati per un accordo sulle pensioni, già abbastanza definita dal ministro del Lavoro Cesare Damiano. Il secondo punto, infrastrutture, consiste in rifinanziamenti per opere pubbliche essenzialmente a Fs e Anas. Il piano casa è quello approntato dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro; in sostanza si tratta di un rilancio della costruzione di case popolari.

        L’innovazione e la ricerca non potevano mancare tra le priorità, dato che in questo campo è diffusa l’opinione che l’Italia stia rimanendo indietro rispetto ad altri Paesi. All’ultimo punto, le politiche per la famiglia consistono nelle proposte che il ministro Rosi Bindi presenterà tra qualche giorno nella conferenza da lei organizzata a Firenze; la novità principale sarebbe nell’unificare assegni familiari e detrazioni fiscali a favore dei figli in una accresciuta «dote fiscale» per i figli minori.