“Analisi” Protesta che pesa al di là dei numeri (M.Franco)

06/12/2006
    mercoled� 6 dicembre 2006

    Pagina 11 – Primo Piano

    LA NOTA

      Protesta che pesa al di l� dei numeri

        Il governo
        cerca di
        circoscrivere
        un malumore
        fomentato dal
        centrodestra

        di Massimo Franco

          R ispetto alla folla oceanica di piazza San Giovanni, � una goccia. Ma quando protestano ventimila agenti di polizia, forse anche di pi�, si tratta di una goccia che pesa: � un pezzo di Stato che punta il dito contro il governo. Per questo, all’indifferenza, se non al fastidio, sfoggiati contro l’iniziativa di sabato scorso, ieri la reazione dell’Unione � stata immediata e aperta al dialogo. Si trattava di un’iniziativa dei sindacati autonomi, collegati al centrodestra: in particolare ad An. E i toni e gli slogan contro Romano Prodi lo hanno fatto capire senza equivoci. Perfino il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, � passato sotto le forche caudine di salve di fischi, prima di essere approvato ed applaudito da una piazza ostile fino a pochi minuti prima.

          � stata una piccola grande rivincita dopo gli attacchi sub�ti dagli alleati nei giorni scorsi. I protagonisti positivi, all’inizio, erano altri: Gianfranco Fini, il coordinatore di FI, Sandro Bondi, e perfino qualche leghista. Al punto che l’opposizione � stata accusata di strumentalizzare la rabbia dei poliziotti; di fomentare lo scontento per i tagli alla sicurezza, dopo avere fatto poco o nulla nei cinque anni del governo Berlusconi. La voglia di assecondare ed alimentare il malessere, probabilmente, c’�. Il problema � che non ha faticato minimamente a imporsi.

          Nel passato non si erano mai registrate manifestazioni cos� radicali della polizia. E ieri gli unici a condannare la protesta sono stati esponenti della sinistra antagonista, irritati da parole dure contro �gli ex terroristi nelle istituzioni�: un’allusione ai casi D’Elia e Del Bello, due ex eversori di sinistra approdati nel cuore dello Stato al seguito dell’Unione. Ma il grosso della maggioranza ha mostrato un’attenzione preoccupata alle richieste che sono state avanzate: segno della consapevolezza di una Finanziaria avara di risposte tranquillizzanti sul piano della sicurezza; e della percezione di un fermento che potrebbe portare una parte della polizia su posizioni estreme, funzionali alla strategia di logoramento della ex Cdl.

          La prontezza con la quale sia il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, sia il segretario dei Ds, Piero Fassino, promettono modifiche e dunque pi� finanziamenti alle forze dell’ordine, dice che il segnale � stato ricevuto. Il tentativo � di riassorbire, o comunque circoscrivere al pi� presto un movimento che potrebbe radicalizzarsi; di cominciare la contestata �fase due� del governo Prodi proprio allargando i cordoni della borsa per soddisfare il bisogno di maggiore sicurezza. I primi risultati tangibili potrebbero vedersi subito, con misure presentate come �una priorit� assoluta e di lungo periodo�.

          L’incontro avuto ieri dal viceministro all’Interno Marco Minniti, ds, con l’ala meno antigovernativa dei sindacati di polizia, � la prima contromossa; e si � risolta in modo incoraggiante. Ma la rapidit� di reazione del governo conferma i timori di un’insoddisfazione potenzialmente pericolosa. E non cancella la sensazione di un centrodestra deciso a cavalcare la protesta; e di un’Unione costretta ad inseguire, un po’ in affanno. Ricordare la voragine dei conti pubblici, le Volanti della polizia senza benzina, significa scaricare le responsabilit� e le manchevolezze sul governo Berlusconi. � improbabile, per�, che basti questa chiamata di correo a spegnere un focolaio di cui si temono la profondit� e le dimensioni.